Proteste
IN EVIDENZA L’APPARIRE E NON L’ESSERE
Liliana Cavani mette in scena l'opera teatrale tratta dal testo di Luigi Pirandello “Il piacere dell'onestà”. La trama del testo è già di per sé intrigante. Agata aspetta un figlio dal marchese Fabio...
Liliana Cavani mette in scena l'opera teatrale tratta dal testo di Luigi Pirandello “Il piacere dell'onestà”. La trama del testo è già di per sé intrigante. Agata aspetta un figlio dal marchese Fabio Colli già sposato con un'altra donna; sarà Angelo Baldovino, un misterioso nobile caduto in disgrazia, a fingere di essere il padre del nascituro salvando la reputazione di Agata e del marchese che, però, devono stare alle sue condizioni: l’essere assolutamente onesti. Ed è infatti nel personaggio di Baldovino che si ritrova il fascino del testo Pirandelliano. Egli infatti rappresenta perfettamente l’immagine di uomo “guarito” cara a Pirandello. Lo strano nobiluomo rifiuta già nelle prime scene i non detti e tutte le ipocrisie di facciata dell’ambiente alto borghese in cui si trova catapultato; si arrabbierà, per esempio, con il Marchese Colli per via della sua reticenza ad ammettere la relazione con Agata o nella travagliata scelta del nome del fanciullo. Egli inoltre funge da attore/prestanome dello scrittore siciliano, in ogni scena in cui si trova coinvolto (a parte il magistrale finale).
La Cavani riesce, d’altro canto, a rimanere fedele all’intento del testo con una regia che rende perfettamente l'idea della discrepanza fra l'essere e l'apparire dei personaggi pirandelliani anche grazie alla capacità degli interpreti. Gli attori sono stati abili nel far recepire la differenza fra l’essenza più intima del personaggio e l'atteggiamento che deve assumere in pubblico per salvare l'apparenza. Di nuovo esemplare è la scena del battesimo nella quale davanti al prete la famiglia del neonato si mostra contenta e festosa mascherando i contrasti interni. Molto bravo l'interprete di Baldovino che, nonostante la già citata profondità e complessità del personaggio, riesce a rendere completamente tutte le sue sfaccettature fino all'ultima scena, dove rivela il suo dolore e la sua infelicità abbandonando il ritegno e la compostezza.
La finzione, la simulazione e l'inganno sono presenti per tutta la durata dello spettacolo.
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