Il Tirreno

Pontedera

IN EVIDENZA L’APPARIRE E NON L’ESSERE

di ANNA CIPRIANO e GIULIO ALTESE
IN EVIDENZA L’APPARIRE E NON L’ESSERE

Liliana Cavani mette in scena l'opera teatrale tratta dal testo di Luigi Pirandello “Il piacere dell'onestà”. La trama del testo è già di per sé intrigante. Agata aspetta un figlio dal marchese Fabio...

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Liliana Cavani mette in scena l'opera teatrale tratta dal testo di Luigi Pirandello “Il piacere dell'onestà”. La trama del testo è già di per sé intrigante. Agata aspetta un figlio dal marchese Fabio Colli già sposato con un'altra donna; sarà Angelo Baldovino, un misterioso nobile caduto in disgrazia, a fingere di essere il padre del nascituro salvando la reputazione di Agata e del marchese che, però, devono stare alle sue condizioni: l’essere assolutamente onesti. Ed è infatti nel personaggio di Baldovino che si ritrova il fascino del testo Pirandelliano. Egli infatti rappresenta perfettamente l’immagine di uomo “guarito” cara a Pirandello. Lo strano nobiluomo rifiuta già nelle prime scene i non detti e tutte le ipocrisie di facciata dell’ambiente alto borghese in cui si trova catapultato; si arrabbierà, per esempio, con il Marchese Colli per via della sua reticenza ad ammettere la relazione con Agata o nella travagliata scelta del nome del fanciullo. Egli inoltre funge da attore/prestanome dello scrittore siciliano, in ogni scena in cui si trova coinvolto (a parte il magistrale finale).

La Cavani riesce, d’altro canto, a rimanere fedele all’intento del testo con una regia che rende perfettamente l'idea della discrepanza fra l'essere e l'apparire dei personaggi pirandelliani anche grazie alla capacità degli interpreti. Gli attori sono stati abili nel far recepire la differenza fra l’essenza più intima del personaggio e l'atteggiamento che deve assumere in pubblico per salvare l'apparenza. Di nuovo esemplare è la scena del battesimo nella quale davanti al prete la famiglia del neonato si mostra contenta e festosa mascherando i contrasti interni. Molto bravo l'interprete di Baldovino che, nonostante la già citata profondità e complessità del personaggio, riesce a rendere completamente tutte le sue sfaccettature fino all'ultima scena, dove rivela il suo dolore e la sua infelicità abbandonando il ritegno e la compostezza.

La finzione, la simulazione e l'inganno sono presenti per tutta la durata dello spettacolo.

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