Toscana
Conceria veneta a Ponte a Egola, venti posti di lavoro in arrivo
La joint venture tra la toscana Volpi concerie e la Dani di Arzignano sarà operativa entro l’estate. Investimento da due milioni per ammodernare gli impianti di un’azienda già esistente
PONTE A EGOLA. Tra i quindici e i venti posti di lavoro è una delle buone notizie prodotte dalla joint venture tra la Volpi concerie di Ponte a Egola e la Dani di Arzignanoche entro l’estate darà vita a un’azienda per la produzione di pelli che poi saranno smistate ai due gruppi per le lavorazioni finali. Un fatto importante per il Comprensorio del cuoio che segue di poche settimane l’annuncio dello sbarco in Toscana, questa volta a Santa Croce sull’Arno, di un altro colosso veneto, il Gruppo Mastrotto che ha già acquisito i terreni e le quote del depuratore Aquarno dove poter trattare le acque utilizzate per la concia del pellame. Perché è proprio l’aspetto ambientale ad attirare le aziende conciarie del distretto veneto in quello toscano.
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«La nostra produzione è di notevoli dimensioni – spiega il cavalier Giancarlo Dani, dell’omonima azienda che conta 1.100 dipendenti di cui 700 in Italia e il resto sparsi in Tunisia, Slovenia, Moldavia, Shanghai in Cina, New York e presto anche in Messico – ma il depuratore centralizzato che abbiamo ad Arzignano ormai è saturo e abbiamo bisogno di fare queste operazioni che ci portano in una terra dove la tradizione conciaria è antichissima e che ha visto svilupparsi un tipo di concerie diverse dalle nostre. Sono collaborazioni proficue che fanno crescere entrambi con l’obiettivo di sviluppare relazioni sempre più forti per il futuro». Agli occhi dei conciatori toscani, questi “sbarchi” dal veneto, non sono visti come “invasioni”, ma come motivo d’orgoglio e sostegno alle spese ambientali. Installare una conceria dalle nostre parti significa essere obbligati ad acquisire quote dei depuratori con una migliore suddivisione dei costi per gli imprenditori.
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«Ma è sicuramente un’opportunità di migliorare i nostri standard – sottolinea Leonardo Volpi che col fratello Giuseppe Volpi gestisce la conceria di famiglia, oltre a essere amministratore delegato del Polo tecnologico conciario (Poteco) – confermando che il nostro sistema ambientale è all’avanguardia, attraendo aziende provenienti da fuori regione». La Dani e Volpi s’insedierà in una delle aziende di Ponte a Egola appartenenti alla famiglia Volpi. Qui saranno investiti due milioni, per ammodernare gli impianti e adattare gli spazi alla produzione dei cosiddetti wet blu e prima fase di lavorazione per il vegetale, concia quest’ultima che caratterizza l’articolistica di Volpi. Dani, invece, produce e commercializza pelli bovine per arredamento e automotive. Due mondi opposti, industriale quello veneto e più artigianale il toscano. Ma che hanno trovato la quadra per un progetto che offrirà lavoro a quindici, venti persone. La selezione sarà curata dalla famiglia Volpi su precisa indicazione di Dani.
«Vogliamo che l’azienda sia gestita da personale del territorio – ha spiegato l’imprenditore di Arzignano – e questi rientra nelle intenzioni che abbiamo, insediandoci in Toscana. Il nostro obiettivo è portare un po’ della nostra mentalità industriale, che sul mercato rende di più, ma acquisendo anche know how su come far breccia nel mercato della moda, in cui noi siamo attivi con la pelletteria, ma sempre su vasta scala, non di nicchia». Come spiegato da Leonardo Volpi, la joint venture potrebbe aprire scenari commerciali per le due aziende che potrebbero unirsi anche nella produzione e vendita di articoli in pelle destinati a pelletteria e calzature: «Vediamo cosa accadrà, ma l’arrivo dei veneti in Toscana è un segnale positivo di un settore che cerca sempre di migliorare i propri standard. Operazioni quanto mai necessarie in un periodo come questo in cui il quadro complessivo non è certamente dei più favorevoli per il comparto conciario».
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