Il Tirreno

Pontedera

Bianca e il sogno divenuto realtà grazie a una foto

Bianca e il sogno divenuto realtà grazie a una foto

Pontederese, 24 anni, da tre vive a Londra dove frequenta un corso di Art Direction

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PONTEDERA . «Quando torno qua e rivedo tutti questi colori, mi manca la Toscana». Bianca Trombi, 24 anni, è una pontederese doc. Nata e cresciuta qui, da ormai tre anni vive in pianta stabile a Londra. Una delle tante ragazze (e ragazzi) italiane che hanno intravisto nella capitale britannica possibilità che qui, in Italia, non vedono. Uno di quei casi che, nel gergo ormai – purtroppo – affermatosi, fa parlare di “cervelli in fuga”.

La storia di Bianca, però, è particolare. Dimostra come cambiare per inseguire le proprie passioni, anche abbandonando percorsi sicuri e apparentemente immodificabili, sia possibile. E che – spesso – sia una scelta di successo. «Mi sono laureata in Radiologia a Pisa - racconta - ma già dal secondo anno avevo capito che quella non era la vita che realmente volevo». Dopo i cinque anni di superiori al liceo scientifico XXV Aprile, Bianca aveva prima tentato l’iscrizione a Medicina e Chirurgia, quindi ha virato sulle professioni sanitarie. Ma le passioni, quelle più profonde, non riescono a rimanere troppo a lungo nascoste. «Ho avuto la fortuna di potermi spostare a Londra - continua - ed è lì che ho finalmente scoperto la mia strada». Oggi, Bianca è al secondo anno del corso “Art Direction”, tenuto al London College of Communication. Ed è proprio qui che ha potuto toccare con mano tutta la vitalità del mondo dell’arte contemporanea, dedicandosi a quella che è - veramente - la sua strada: curare mostre di arte. La sua vita a Londra, e il modo di vivere la sua passione, sono del tutto diversi dal modello italiano. «Le lezioni sono un continuo confronto tra professori e studenti - afferma Bianca - non esiste una vera e propria istruzione frontale». Ovvero: lo studente ha la possibilità di cercare un proprio percorso. Così facendo, Bianca ha potuto mettersi subito alla prova, senza mediazioni, dando libero sfogo alla sua creatività. «Potendo muovermi in autonomia - continua - ho lavorato tanto su me stessa e mi sono riscoperta». Proprio grazie a questa libertà e alle sue capacità, Bianca ha avuto la grande soddisfazione di essere selezionata per un concorso dal titolo “Photo Evidence: Between (Media) Representation and Reality”, indetto dalla Olympus, azienda leader a livello mondiale nella produzione di tecnologie di precisione ottiche e digitali. «Grazie a una mia foto - racconta - sono tra i 23 finalisti». Una parte - importantissima - della sua vita londinese è dedicata al Wave Collective.

«Insieme ad altre tre ragazze - spiega Bianca - abbiamo creato questo collettivo, con l’obiettivo di dare spazio non limitato ai soli studenti, mantenendo vivo il dialogo tra gli artisti emergenti». Le mostre curate da Wave solitamente riescono a coinvolgere poco meno di dieci artisti, secondo un tema che, ogni due mesi, viene aggiornato. Il numero esiguo di opere, che variano dalla fotografia alla poesia, è dettato solamente dallo spazio fisico. «Per l’ultima edizione -racconta - sono stati circa 120 i lavori che ci sono arrivati un po’da tutta Europa». Riguardo al suo futuro, Bianca deve ancora decidere. «Londra è una città veramente frenetica - dice - anche se hai la possibilità di conoscere gente da tutto il mondo ogni giorno». Le passioni più profonde riemergono sempre, e Bianca ha trovato il modo per esprimerle. Ma le radici, salde, non si strappano facilmente. Il sogno, quindi, sarebbe quello di poter proseguire sulla strada scelta tre anni fa, magari facendolo proprio qui, in Italia. «La qualità della vita è del tutto diversa, - conclude - e in Toscana ho tutti gli amici e la mia famiglia. Sarebbe bello fare qualcosa qui».

Pietro Mattonai

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