Il Tirreno

Pontedera

Nella ricca Lajatico i servizi sono pochi e gli abitanti in calo

Soldi insufficienti per la manutenzione delle strade  Incerto il futuro delle scuole, non ci sono abbastanza bambini

3 MINUTI DI LETTURA





LAJATICO. Quello del tenore Andrea Bocelli è il paese con l’imponibile Irpef pro capite più alto d’Italia: 45.393 euro. Molti stranieri o italiani facoltosi lo scelgono come buen retiro comprando e ricostruendo vecchi ruderi abbandonati. Ma il rovescio della medaglia mostra un volto di Lajatico di cui non c’è molto da stare allegri. Popolazione in calo, entrate pubbliche risicate, viabilità principale poco decorosa, servizi impoveriti e disservizi dilaganti che non invogliano certo le aziende o le famiglie a trasferirsi da queste parti.

Se telefonando... Le linee telefoniche sono uno dei principali crucci dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Alessio Barbafieri, eletto nella lista civica Insieme per Lajatico. «Come fa un’azienda a insediarsi nel nostro territorio o una famiglia a cercare casa qui – dice mentre fa mente locale sui casi più eclatanti – Quando abbiamo costruito la scuola per bimbi da zero a sei anni alla Sterza non riuscivamo a ottenere il numero di telefono, perché la centralina della frazione le ha contate. Che dire, poi, della fibra ottica, che a Lajatico c’è da anni, ma si naviga comunque con molta lentezza. Abbiamo scritto più volte al gestore, ma non abbiamo ottenuto nulla. Senza contare i casi di Orciatico, dove le linee saltano continuamente, lasciando isolate le famiglie. Oppure come la villa della famiglia Corsini, in località Spedaletto coi telefoni muti da sei mesi senza che si riesca a risolvere la situazione. O come la strada vicinale di Casa d’Era che siamo stati costretti a chiudere, perché con l’ultima nevicata sono caduti a terra dieci pali delle linee telefoniche che nessuno ripara».

C’era una volta lo stradino. Settantadue chilometri quadrati, di cui trenta di strade vicinali che collegano i tanti poderi alla viabilità principale. Vent’anni fa il Comune aveva un addetto alle strade vicinali, il cosiddetto “stradino”. «Oggi, invece, possiamo mettere a bilancio per questa attività solo quattromila euro – aggiunge il sindaco – perché le entrate devono essere centellinate al massimo. Con la popolazione in diminuzione e le poche aziende presenti, i tributi scarseggiano. Da un paio d’anni abbiamo stipulato un accordo con gli organizzatori del Teatro del Silenzio per un versamento di 150mila euro in tre anni nelle casse comunali. Soldi utili, ma che non risolvono il problema, anche perché quella che ci avrebbe aiutato per la gestione della logistica legata al turismo, la tassa di soggiorno, si sta rivelando un sostegno meno corposo del previsto. Pensavamo d’incassare tra i 15 e i 20mila euro l’anno, invece, riceviamo la metà». Barbafieri ammette di aver pensato anche alle royalty di un impianto geotermico: «C’era un permesso di ricerca nel nostro territorio. Ma poi nessuno ha investito. A differenza dei miei colleghi, lo avrei accettato volentieri».

Una scuola in comune. Opaca l’altra faccia della medaglia. E con poche soluzioni. I numeri della popolazione dicono che in dieci anni Lajatico ha perso “solo” 88 persone. Un declino più lento di quelli registrati tra gli anni Cinquanta e Settanta, quando il paese è passato dai 2.478 abitanti del 1951 ai 1.705 del 1971. Ma che pone molti interrogativi sul futuro. E lo specchio è rappresentato dalle scuole. Alla primaria oggi ci sono 55 alunni, nel 2022 saranno 42. Alle medie, invece, sono 37 i ragazzini nelle classi, ma tra cinque anni saranno ventisette. «Dobbiamo riflettere a fondo – sottolinea il sindaco – e fare scelte coraggiose. Secondo me si potrebbe intervenire su vari fronti, ma soprattutto sull’edilizia scolastica e i trasporti. Il ragionamento che è ho in mente è realizzare una scuola di area con Chianni che, per caratteristiche, è molto simile a Lajatico. In quella maniera potremmo trovare più facilmente contributi per una struttura moderna e funzionale. Ma dovremmo migliorare anche il trasporto scolastico, trovando un accordo con Ctt Nord che ci permetta di gestire più da vicino le somme che oggi versiamo alla società».

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web