Attenzione
Morto l’operaio colpito con una testata da un collega
Bientina: la vittima avrebbe compiuto 45 anni a ottobre. Il collega è stato indagato per omicidio preterintenzionale
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BIENTINA. È morto dopo una lunga agonia l’operaio che era stato aggredito da un collega nella segheria “Nicola Incontrato” a Bientina. Il cuore di Astrit Gerdeci, nato in Albania nell’ottobre del 1973, si è fermato la domenica di Pasqua. Ma le speranze che riuscisse a sopravvivere alle gravi lesioni erano praticamente nulle fin dal pomeriggio di quel tragico 8 marzo quando un altro collega lo aveva trovato agonizzante negli spogliatoi della fabbrica, alla fine del turno di lavoro, all’inizio del pomeriggio. Astrit non rispondeva. Era steso sul pavimento e aveva alcune ferite alla testa. I colleghi e il figlio del titolare della segheria avevano chiesto l’intervento del 118. «Era solo nel momento dell’aggressione – hanno poi detto ai carabinieri di Bientina che si occupano delle indagini – non rispondeva. Anche i soccorritori hanno cercato di rianimarlo ma non si era ripreso».
Le prime indagini avevano ricostruito cosa era avvenuto tra i due operai che lavoravano fianco a fianco. Da una incomprensione per ragioni di lavoro – uno tagliava pezzi di legno, l’altro li assemblava – era scoppiata una scintilla che avrebbe poi travolto le loro vite. I carabinieri il giorno successivo all’aggressione avevano infatti denunciato per lesioni gravissime un altro operaio, anche lui albanese e residente a Bientina, che ha circa 24 anni. Durante il cambio turno degli operai i due, che già avevano avuto una discussione nelle ore precedenti, si erano trovati faccia a faccia da soli. L’aggressore, secondo quanto è stato ricostruito, aveva colpito Astrit in maniera violenta e soprattutto per motivi futili.
Un’offesa di troppo, una parola detta in albanese che ha un significato ben preciso, hanno poi spiegato i colleghi, avrebbe innescato una reazione spropositata da parte dell’operaio 24enne ora indagato per omicidio preterintenzionale. A procurare i traumi fatali al padre di famiglia sarebbe stata una testata violenta che ha raggiunto al volto Gerdeci e gli ha procurato una grave emorragia interna e una lesione cranica. Dopo i soccorsi l’operaio era stato trasportato all’ospedale di Cisanello e lì ricoverato nel reparto di rianimazione. È rimasto in fin di vita per alcune settimane ma il suo destino era segnato proprio per le gravi lesioni interne.
Oggi più che mai, quando il dolore è una certezza, quella lite appare ancora più incomprensibile. La salma è stata trasferita all’Istituto di medicina legale a Pisa e la famiglia della vittima ha chiesto l’autopsia, peraltro richiesta anche dalla stessa Procura. L’indagine è affidata al dottor Giovanni Porpora.
Gli accertamenti medico legali potranno aiutare a ricostruire la dinamica dell’aggressione e dell’eventuale colluttazione tra i due uomini. Quali lesioni siano stati fatali lo hanno visto anche i medici della Rianimazione in questi giorni, ma serve un riscontro medico legale considerata anche l’inchiesta in corso per un grave reato come è quello dell’omicidio anche se preterintenzionale, con la morte causata da un’azione violenta.
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