Attenzione
“Cibo sospeso” e pacchi alimentari per i meno abbienti
Generi alimentari lasciati in Comune o alla Caritas che poi vengono distribuiti, sotto forma di pacchi, alle famiglie bisognose. In tutto sono cinque i nuclei familiari che hanno bisogno del sostegno...
Generi alimentari lasciati in Comune o alla Caritas che poi vengono distribuiti, sotto forma di pacchi, alle famiglie bisognose. In tutto sono cinque i nuclei familiari che hanno bisogno del sostegno della comunità a Lajatico. Alcune sono originarie del borgo dell’Alta Valdera, altre sono arrivate negli ultimi anni nel paese di Andrea Bocelli. Ma tutte ricevono aiuto dalla popolazione. “Cibo sospeso”, come vuole la tradizione di chi lascia pagato nei bar un caffé per i meno abbienti. Solo che, in questo caso, si tratta di sopravvivenza. «In effetti è un sistema che funziona e che vede impegnate l’amministrazione comunale e la Caritas nella distribuzione di pacchi alimentari alle persone che sono in difficoltà economica – spiega il sindaco Alessio Barbafieri (nella foto) – Ma un contributo fondamentale arriva dagli abitanti del Comune che sostengono questa iniziativa con continue donazioni di alimenti, lasciandoli in municipio e alla sede della Caritas locale. Senza il supporto degli abitanti di Lajatico sarebbe difficile portare avanti questo progetto. Le famiglie in difficoltà, per fortuna, non sono numerose, ma devono essere comunque sostenute quotidianamente». Nel borgo dove lusso e povertà s’intrecciano, la voglia di aiutare il prossimo resta un elemento caratterizzante del tessuto sociale di un paese che ha mantenuto intatte le radici. “Il cibo sospeso” per i meno abbienti altro non è che l’antica usanza contadina di lasciare aperta la porta di casa e ospitare chi aveva bisogno di un tetto sotto cui dormire e di un piatto di minestra calda.
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