Sicurezza
Aggredita da tre banditi incappucciati
Finisce all’ospedale impiegata delle Poste. I rapinatori avevano la chiave di una porta di servizio, rubati 40mila euro
CAPANNOLI. Le modalità della rapina, messa a segno ieri all’ufficio postale di Capannoli con l’aggressione alla direttrice, fanno pensare a un colpo simile avvenuto nel febbraio del 2017.
Nel primo pomeriggio di ieri, prima della chiusura del piccolo ufficio postale, mentre la responsabile stava “caricando” di denaro lo sportello automatico, sono piombati nell’ufficio tre malviventi incappucciati.
Sono entrati da un porta di servizio di cui avevano la chiave. Particolare, questo, che ha sorpreso e di cui i carabinieri stanno cercando di capire di più, nella speranza che sia un elemento di aiuto nelle indagini.
Mentre l’impiegata stava mettendo le banconote al loro posto, è stata aggredita dagli sconosciuti che l’hanno strattonata e minacciata, costringendola poi a ricorrere alle cure del personale del pronto soccorso dell’ospedale di Pontedera. La donna non ha lesioni gravi, ma per lei è stato un momento da dimenticare.
Appena i banditi sono andati via, l’impiegata e altri colleghi hanno dato l’allarme al 112. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Ponsacco e quelli del nucleo operativo della compagnia di Pontedera. Al pronto soccorso del “Lotti” la donna è stata medicata e poi dimessa. I carabinieri hanno sentito a lungo il racconto dei testimoni e hanno effettuato un lungo sopralluogo nel piccolo ufficio che altre volte è stato preso di mira per rapine.
Guardando fatti analoghi del passato, colpisce per le stesse modalità il raid avvenuto nel primo pomeriggio del 23 febbraio di un anno fa. Due uomini avevano dato l’assalto all’ufficio postale di Capannoli, in via Aldo Moro. Avevano aggredito un’impiegata, mentre stava rifornendo di soldi uno sportello automatico. Era stata sorpresa alle spalle, stando a quanto era emerso, da due giovani che poi si erano dati alla fuga con 4.500 euro.
Due fatti abbastanza simili, ma gli elementi finora raccolti non sono sufficienti per dire se possano esserci collegamenti tra i due episodi.
Per quanto riguarda il fatto avvenuto ieri, pare insomma accertato che la banda si fosse procurata la chiave per entrare nel piccolo ufficio. Chiave che è stata poi ritrovata nella serratura dai carabinieri e che sarà passata ai raggi X, come è facile immaginare, per vedere se i banditi si siano in qualche modo traditi lasciando le loro impronte sulla chiave stessa. Come abbiano fatto ad organizzare il tutto sarà più difficile saperlo e su questo i carabinieri stanno lavorando.
Dopo la rapina, l’ufficio ha chiuso anche per fare i conti di quanto era stato portato via: si parla di circa quarantamila euro. (s. c.)
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