Sicurezza
Trovato nel bosco il kit del rapinatore
POMARANCE. Per evitare di essere riconosciuto, una volta entrato dentro alla banca con la pistola in pugno, fingeva di essere un uomo di origini magrebine facendo leva sulla sua carnagione olivastra...
POMARANCE. Per evitare di essere riconosciuto, una volta entrato dentro alla banca con la pistola in pugno, fingeva di essere un uomo di origini magrebine facendo leva sulla sua carnagione olivastra e tentando così di sviare le indagini dei carabinieri che però lo hanno arrestato a Grosseto. È finita così l’epopea del rapinatore che con parte del bottino (100.000 euro circa) si è concesso anche una vacanza alle Antille: Salvatore Tarantino è ora rinchiuso nel carcere di via Saffi. Durante l’interrogatorio nel carcere di Grosseto, l’uomo non solo si è complimentato per l’attività investigativa svolta nei suoi confronti, ma ha addirittura indirizzato i carabinieri verso il covo dove teneva celato il kit del “buon rapinatore”.
Alcuni militari in abiti civili hanno percorso un sentiero di un’area boschiva di Pomarance, vicino alla frazione di Montegemoli, e sotto un cumulo di macerie hanno rinvenuto la sacca indicata dall’arrestato. La sacca si trovava nel bosco perché quei dintorni erano stati scelti dal rapinatore per mettere a segno altri colpi, che sono però fortunatamente rimasti solo nelle intenzioni, grazie al certosino lavoro svolto dai carabinieri di Siena. All’interno del contenitore i militari hanno trovato la pistola che cercavano, una scacciacani nera priva di tappo rosso ma totalmente simile ad una pistola vera, completa di 48 chiassosissimi colpi, la sacca nera tante volte osservata nei video registrati dalle banche, una collezione di porzioni di collant da donna e un berrettino da pescatore a falde larghe, utili per futuri travisamenti.
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