Sicurezza
L’ultimo abbraccio a Fabio Caponi
In tanti alla cerimonia funebre dell’infermiere di 53 anni stroncato da un malore
SAN MINIATO BASSO. «Si può paragonare Fabio al Buon Samaritano, sempre pronto ad aiutare chiunque avesse bisogno». Hanno colpito al cuore le parole di don Luciano Niccolai, parroco di San Miniato Basso, durante la cerimonia per dare l’ultimo saluto a Fabio Caponi.
Anche Alessandro Mancini, governatore della Misericordia di San Miniato Basso, lo ha ricordato con grande affetto: «Per lui questo era più di un lavoro. Fabio si dedicava al volontariato anche nel tempo libero, era amico di tutti, sempre disponibile. Non si perdeva mai d'animo».
Questi sono giorni di dolore per tutto il sistema dell’emergenza sanitaria e il 118 ha scelto anche di vestirsi a lutto con un fiocco nero sullo stemma. Quel fiocco nero è in memoria di Fabio Caponi, 53 anni, ucciso da un infarto a San Miniato Basso, la mattina del 29 marzo. E a soccorrerlo erano arrivati proprio amici e colleghi che insieme a lui, nel corso degli anni, avevano salvato tante persone.
Ieri, per l’ultimo saluto nella chiesa vicina alla sede dell’associazione di volontariato, la Misericordia di San Miniato Basso, dove Fabio aveva prestato servizio per tanti anni, si è riunito tutto il mondo del volontariato, per stare vicino alla famiglia, colpita da questo improvviso dolore.
Di fronte alla camera ardente, hanno trovato posto le ambulanze e le automediche di tutti gli enti di volontariato del comprensorio e anche dell'Empolese Valdelsa. Presente anche una delegazione dei vigili del fuoco con i quali Fabio aveva collaborato chissà quante volte.
Alla fine della messa e quando la bara del volontario ha lasciato la chiesa tutte le sirene hanno suonato e i lampeggianti si sono illuminati: un modo per ricordare i momenti passati insieme.
Con la sua scomparsa, l'infermiere ha creato un vuoto incolmabile per la sua cordialità, la sua simpatia, la vera amicizia e il puro affetto che riusciva a suscitare anche con i conoscenti.
I tanti messaggi di cordoglio giunti in queste ore hanno fatto capire alla vedova, alla figlia, alla madre e a tutti i parenti di Caponi quanto sia stata importante l’opera di Fabio per la comunità dove viveva.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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