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Il trasloco rimane una promessa

PONTEDERA. L’ufficio del giudice di pace, che da più di un anno doveva essere trasferito nel ristrutturato Palazzo Pretorio, di proprietà del Comune di Pontedera, resta ancora nella sede di via...

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PONTEDERA. L’ufficio del giudice di pace, che da più di un anno doveva essere trasferito nel ristrutturato Palazzo Pretorio, di proprietà del Comune di Pontedera, resta ancora nella sede di via Gotti. Si preferisce continuare a spendere soldi per l’affitto dell’immobile, di proprietà di un privato, piuttosto che trovare una soluzione consentire il trasloco dei giudici di pace. Tra l’altro, a lungo andare, questa situazione potrebbe mettere in difficoltà il Comune nei confronti dei privati che hanno sostenuto ingenti spese di ristrutturazione dello storico palazzo al cui piano terra è stato aperto, sulla base di una convenzione siglata tra privato e amministrazione comunale, un bar bistrot. Tecnicamente manca l’ok del Ministero, ha spiegato più volte il Comune. Ma negli ambienti forensi si sostiene che i primi a non volersi trasferire nell’edificio, che è stato già sede della pretura e poi della sezione distaccata del tribunale di Pisa, siano proprio gli stessi operatori dell’ufficio del giudice di pace. Certo è che questa situazione sta creando non pochi imbarazzi. Tra l’altro, la sede del giudice di pace di Pontedera è tra quelle che sono state risparmiate dai tagli anche perché il Comune di Pontedera si era offerto di pagare le spese dell’affitto e della gestione della sede. E nessun palazzo poteva essere più adatto di quello Pretorio, storicamente legato all’amministrazione della giustizia. Come spesso capita, anche se i patti dovevano essere chiari, alla fine c’è qualcuno che non li rispetta.

A febbraio 2017, quando i lavori della nuova sede erano stati consegnati, i giudici di pace espressero perplessità sulla nuova location, situata al secondo piano dello storico edificio, dove oltre al bar ci sono anche spazi espositivi. Un bel problema: non piace che si entri negli uffici giudiziari passando da un bar. A parte il fatto che il palazzo ha anche un’entrata secondaria da via Verdi, Comune e imprenditori che hanno investito nell’operazione di ristrutturazione si sono messi al lavoro per trovare una soluzione.

L’ingresso principale, quello da piazza Curtatone, sarà delimitato in maniera da distinguere l’area commerciale da quella a servizio sia dei locali dedicati alle esposizioni sia a quelle del giudice di pace. Davanti al palazzo saranno installate alcune bandiere per dargli una “veste” istituzionale: questo l’impegno di un anno fa. Ma il trasloco è rimasto una promessa. (s. c.)

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