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Commercialista nominato cavaliere del Santo Sepolcro

Commercialista nominato cavaliere del Santo Sepolcro

Stefano Saltannecchi ha condotto un percorso spirituale che lo ha portato alla cerimonia di investitura a Loreto  

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VICOPISANO. L’ultimo cavaliere vive tra noi. Stefano Saltannecchi, commercialista 46enne di Cascina, con studio professionale a Vicopisano, dopo un lungo percorso spirituale durato tre anni, nei giorni scorsi è stato nominato Cavaliere dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Un’investitura antica e al tempo stesso attuale, calata nella realtà che ci circonda, ma indifferente al passare del tempo e delle mode.

Con un rito presso la basilica marchigiana di Loreto, Stefano Saltannecchi ha ricevuto l’investitura dal gran maestro Frederick O’Brien (cardinale e arcivescovo cattolico statunitense), ed è diventato cavaliere dell’Arcidiocesi di Pisa: un territorio molto vasto che comprende tutta la provincia e si allunga fino a Pietrasanta, Seravezza, Forte dei Marmi e Stazzema.

«Iniziai questo percorso – spiega Saltannecchi – perché affascinato dai valori immutabili della cavalleria medievale. Anche nel 2018 quei valori sono rimasti i medesimi, improntati agli insegnamenti di Gesù. Come lui, il cavaliere deve essere un esempio per gli altri, fino alla morte o all’estremo atto di fede».

Per ogni cavaliere del Santo Sepolcro l’origine di tutto deve essere la famiglia e Stefano Saltannecchi, marito e padre di due bambini, prima d’iniziare il suo percorso di cavalierato, ha dovuto misurarsi anche con i propri cari.

«I miei bambini – continua – non hanno mai opposto resistenza, anzi. Mia moglie Nicoletta mi è stata sempre molto vicina, anche se il percorso intrapreso, come per ogni aspirante cavaliere o dama, è strettamente personale. Richiede assoluta obbedienza al Papa e alla Chiesa».

Presenza a se stessi e agli altri, impegno concreto nel mondo e contemporanea estraniazione. Per ogni aspirante, l’avvicinamento al cavalierato è costellato di ostacoli e dedizione assoluta.

«È un percorso lungo – prosegue Saltannecchi – cui può accedere solo chi non ha condanne penali e che comunque prevede condotte aderenti ai valori cristiani. Un cammino fatto di ritiri spirituali, incontri formativi e tanta preghiera».

Chiuso un ciclo, per Stefano Saltannecchi ora inizia il cavalierato.

«Alla temperanza – dice – e al dominio di sé, ogni cavaliere deve aggiungere qualcosa. La guerra fisica e le crociate oggi sono state sostituite dalla battaglia spirituale, e il cavaliere, con il suo impegno nel mondo, deve diventare esempio di umiltà, solidarietà, verità, giustizia, lealtà. Uno stimolo per sé e per gli altri».

Come ogni cavaliere dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, Stefano Saltannecchi dovrà anche intraprendere pellegrinaggi in Terra Santa.

«È parte imprescindibile del nostro mandato – conclude – che prevede almeno un viaggio in Palestina per ogni cavaliere. Questo per toccare con mano, personalmente, la realtà di quei luoghi così ricchi di storia e importanti per il nostro Ordine».

Carlo Palotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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