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Pontedera

Laurea-fake arrivano le scuse di Elena Meini

Laurea-fake arrivano le scuse di Elena Meini

La presidente del consiglio le ha presentate pubblicamente Ma le opposizioni hanno fatto mancare il numero legale

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CASCINA. «Scusate, scusate e ancora scusate». Consiglio comunale anomalo di ieri pomeriggio. Iniziato con delle scuse, quelle della presidentessa Elena Meini, proseguito all'insegna della precarietà di una maggioranza azzoppata dalle assenze fino alla mancanza del numero legale e conclusosi con i membri dell'opposizione fuori dall'aula. «Sono qui come è giusto che sia, a chiedere scusa in prima persona – ha dichiarato Meini all'inizio del consiglio. – Ritengo che poche parole siano più importanti di tante frasi fatte. Quindi l'unica parola che mi piacerebbe comprendessero tutti i consiglieri e tutti i cittadini è una sola: scusate». A farsi notare più delle scuse, però, a poche ore dalla dichiarazione delle dimissioni dell'ormai ex assessore Luca Nannipieri, sono le numerose assenze fra le file della maggioranza, che ha iniziato il consiglio senza Fratelli d'Italia (consigliere Lago) e senza Petri di Forza Italia, rappresentata all'inizio solo da Chiellini che è però ad un certo punto se n'è andato. Motivo del contendere la richiesta della maggioranza della commissione dei capigruppo (Pd, M5S e Progetto Cascina in primis, ma anche Fratelli d'Italia e Forza Italia) di rimandare ad altro consiglio i punti all'ordine del giorno relativi all'approvazione del piano tecnico economico e del piano finanziario, del regolamento per l'applicazione della tassa sui rifiuti, del regolamento e delle tariffe 2018 della TARI. Richiesta poi respinta. «Avremmo preferito prendere altro tempo per discutere i punti» ha dichiarato Paolo Chiellini prima di uscire dall'aula denunciando «possibili incoerenze ed incongruenze nel modo in cui è stata redatta la tariffa» definita poi potenzialmente «illegittima perchè non corrispondente dal dettato legislativo». Al momento dei primo voto sui punti incriminati, poco dopo il consigliere forzista, a lasciare l'aula sono stati anche i tre gruppi di opposizione, costringendo la presidente del consiglio a sospendere la seduta per mancanza del numero legale, ristabilito solo dopo l'arrivo in extremis della consigliera Alessia Nencini. Fra gli assenti, oltre agli onorevoli Edoardo Ziello e Donatella Legnaioli, anche l'assessore Gino Logli, la cui poltrona è data come fra le più in bilico insieme a quella di Sonia Avolio.

«Una coalizione dissolta e la Lega, in stato confusionale, che manca di rispettare le regole – tuonano oggi unite le opposizioni di Pd, M5S e Progetto Cascina. – Nella seduta la sindaca si è trovata il solo sostegno dei consiglieri del proprio partito. La "sola" Avolio è costretta sempre più al ruolo di mera spettatrice, a testimoniare, chissà per quanto ancora, che non siamo ancora arrivati al monocolore verde. Con 11 presenti su 24, gli amministratori hanno iniziato una frenetica danza della telefonata in attesa di un ultimo consigliere in soccorso. Un atto di forza che dimostra come la Lega, indebolita non solo per i contrasti interni alla maggioranza, provi a risolvere i suoi problemi facendo la voce grossa e ignorando, con la sufficienza dell'azione amministrativa condotta, le necessità del territorio e dei cittadini».

Nilo Di Modica

©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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