Il Tirreno

Pontedera

In coma dopo una testata data dal collega a fine turno

di Sabrina Chiellini
Un controllo dei carabinieri (foto d’archivio)
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Un controllo dei carabinieri (foto d’archivio)

Il grave episodio è avvenuto in una falegnameria di Bientina per motivi di lavoro. L’aggressore è stato denunciato per lesioni gravissime. Indagini dei carabinieri

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BIENTINA. Un litigio avvenuto in una falegnameria tra due operai che lavorano fianco a fianco. Uno taglia i pezzi di legno e l’altro li assembla. Le voci dei due uomini che si sovrappongono, ognuno grida le sue ragioni. Ma le parole non sono sufficienti per cancellare le incomprensioni. E la violenza nasce perché uno dei due aveva la colpa di tagliare i pezzi troppo in fretta. A fine turno, quando gli uomini sono nello spogliatoio, succede il peggio. Uno dei due, un albanese di 24 anni, colpisce violentemente alla testa il collega di 45, anche lui originario dell’Albania ma che vive in provincia con la sua famiglia ormai da anni. La vittima cade a terra, steso sul pavimento nel sangue: perde i sensi e non si riprende nemmeno quando i soccorritori cercano di rianimarlo. È in coma, da circa due settimane lotta tra la vita e la morte.

La violenta testata gli provoca un’emorragia e una lesione al cranio. L’intervento dei soccorritori non fa altro che confermare i primi dubbi. L’operaio ha lesioni gravi alla testa, viene trasferito d’urgenza all’ospedale di Cisanello dove resta con pochissime speranze di riprendersi in tempi brevi: è ricoverato nel reparto di rianimazione. Per la famiglia dell’operaio in coma, sono giorni di dolore. E grande è lo sconcerto tra i colleghi che mai avrebbero immaginato di trovarsi sulla scena di un fatto così grave. In queste settimane i carabinieri di Bientina e della compagnia di Pontedera hanno lavorato a lungo per ricostruire il movente dell’aggressione. L’operaio che ha dato la testata al collega è stato indagato per lesioni gravissime. Inizialmente si pensava che i due avessero litigato per motivi banali, legati al lavoro.

Da quanto sarebbe emerso nel corso delle indagini, l’operaio avrebbe reagito d’impeto, dopo che la vittima dell’aggressione durante il litigio avrebbe tirato in ballo questioni personali, con offese rivolte a un familiare. Da qui la violenta e spropositata reazione dettata dalla rabbia per l’offesa. In questi giorni è stata svolta una capillare attività di ricostruzione dei fatti – c’è un’inchiesta affidata al sostituto procuratore Giovanni Porpora – verificando anche attraverso le testimonianze dei colleghi, oltre che dei familiari, quali fossero i rapporti tra l’aggressore e la vittima.

Al momento non risulta che siano state adottate misure cautelari nei confronti dell’aggressore che resta comunque indagato. Probabilmente eventuali decisioni del pubblico ministero sono legate anche alle condizioni dell’operaio ferito gravemente.

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