La manifestazione
Dirigenti scolastici contro la Ragioneria
Alcuni attendono da anni il pagamento delle reggenze, difficoltà a riscuotere anche per i supplenti
BIENTINA. Forte si leva dalla provincia di Pisa il grido dei dirigenti scolastici. Ormai da settembre 2015 attendono che la Ragioneria territoriale dello Stato adempia ai propri compiti e si occupi del pagamento non solo del compenso accessorio loro spettante, ma anche del pagamento delle reggenze che, a partire da settembre 2017, non è stato liquidato per nessuno dei dirigenti della provincia. Tutto questo è solo la punta dell’iceberg di un problema ben più grande ed articolato.
«Alcuni dirigenti attendono il pagamento di reggenze relative addirittura ad anni precedenti. Altri, ormai in pensione, non hanno ricevuto il pagamento dei compensi loro spettanti», spiega il dirigente scolastico dell’istituto alberghiero Matteotti Salvatore Caruso, il quale, in quanto coordinatore di “Codisco” (il Coordinamento dei dirigenti scolastici), ha una visuale completa e chiara della situazione. La sua attenzione è rivolta, in particolare, ai colleghi che attendono di essere pagati da tempo, che hanno famiglia e che, nonostante i diversi solleciti, sono stati ignorati dalla Ragioneria.
Una storia, questa, che vede protagonisti i dirigenti scolastici ma anche i docenti, in attesa anche loro del pagamento delle supplenze. Una situazione difficile che non risparmia nessuno dei principali organi dell’istituzione scolastica. A peggiorare le cose la difficoltà di mettersi in contatto con la Ragioneria territoriale di Pisa. Diverse sono le telefonate senza risposta fatte allo sportello. «Parlare con un operatore è impossibile», lamenta il dirigente Caruso, che tiene comunque a sottolineare la professionalità di qualche dipendente. Pagamenti fatti in ritardo ed altri mai effettuati, uno sportello telefonico inesistente e sempre meno risposte agli interrogativi degli utenti. Efficienza, efficacia ed economicità dovrebbero essere le parole d’ordine quando si parla di attività della pubblica amministrazione e il venir meno del rispetto anche solo di uno di questi principi ha conseguenze negative.
Il problema sembra essere circoscritto solo alla provincia di Pisa. I tentativi fatti per sollecitare l’adempimento dei decreti depositati, dall’Ufficio scolastico regionale, all’ente locale che fa riferimento al Ministero dell’Economia e delle Finanze sono numerosi. Infatti, «otto sono i dirigenti scolastici che, nel mese di febbraio, hanno inviato una diffida legale alla Ragioneria, ancora una volta caduta nel nulla», racconta la dirigente scolastica dell’istituto comprensivo “Iqbal Masih” di Bientina e Buti Sandra Fornai, vittima anch’essa dei ritardi dei pagamenti delle reggenze. Reggenze che svolge, dal 2016, a Santa Maria a Monte, gestendo in totale 21 scuole.
La situazione è ormai insostenibile. In questi giorni i dirigenti scolastici, amareggiati e stanchi, hanno avuto un confronto con il direttore della Ragioneria. Ancora una volta poche risposte. Non si garantisce il pagamento degli arretrati nel mese di aprile a causa di tempistiche organizzative ristrette e si presentano incertezze anche per il pagamento nel mese di maggio. Gli interessati hanno cercato un confronto per capire le radici di tale inefficienza, tuttavia le risposte sono state sfuggenti ed imprecise. Nell’era in cui il legislatore impone l’evoluzione del rapporto tra pubblica amministrazione e cittadino, in un’ottica che vede quest’ultimo attore centrale ed indiscusso del sistema, sarebbe davvero giunto il momento di rispondere almeno al telefono.
Lucia Carmen Avallone
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