Il Tirreno

Pontedera

L’export brilla meno tiene il cuoio (+2,7%) giù i motocicli (-3,4%)

L’export brilla meno tiene il cuoio (+2,7%) giù i motocicli (-3,4%)

La Camera di Commercio: le vendite all’estero delle aziende pisane segnano un aumento del 3,2%, inferiore al dato toscano e nazionale

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PONTEDERA. Dati meno brillanti di quanto si sperasse per l’export regionale (+4,2%) e della provincia di Pisa (+3,2%) nel 2017. Il dato toscano, comunque inferiore a quello italiano che si assesta al +7,4%, cresce grazie al forte contributo della farmaceutica e dei prodotti petroliferi livornesi. A Pisa il risultato complessivo è influenzato dai dati positivi del conciario (+2,7%), della chimica di base (+20%) e dei metalli non ferrosi (+56,8%) mentre arretrano i motocicli (-3,4%) e la meccanica generale (-1,8%). Tra i diversi paesi la Germania (+4,1%, di circa 360 milioni di euro) torna ad essere il primo paese di destinazione delle merci pisane superando la Francia che, invece, perde l’8%. Questa, in sintesi, l’analisi dei dati Istat sulle esportazioni della provincia di Pisa diffusi dalla Camera di Commercio.

Cuoio e cicli e motocicli, pur rimanendo i due principali settori esportatori della provincia di Pisa (peso complessivo vicino al 44%) mettono a segno andamenti opposti.

Il cuoio, pur a tassi non elevati, torna a crescere (+2,7%%) dopo la battuta d’arresto del 2016 (-1,4%) spiegando 0,68 punti di crescita sui 3,24 della crescita complessiva dell’export pisano. Mercati con il segno più per il cuoio pisano sono la Francia, Hong Kong, Serbia, Germania, Giappone e Vietnam mentre tirano il freno Svizzera, Austria e Polonia.

Le esportazioni di cicli e motocicli, nel 2017, segnano invece una flessione del 3,4%. A determinare questo risultato il “tonfo” avuto in Francia (-30,5%) ed in Svizzera (-31,4%): numeri che le buone performance registrate nei Paesi Bassi, Austria e negli Stati Uniti non sono riusciti a controbilanciare.

Il settore che più ha sostenuto le vendite all’estero delle aziende pisane è quello dei prodotti chimici di base (+20%, +0,74 il contributo alla crescita) grazie a grossi passi avanti realizzati in Spagna, Germania e Cina.

Altro settore rilevante nel determinare il risultato complessivo dell’export pisano è quello dei metalli non ferrosi. Il +56,8% segnato dalle aziende pisane nel 2017 è frutto di un vero e proprio balzo in avanti registrato in Germania, Danimarca e Regno Unito.

La meccanica (+1,7% nel complesso) continua a crescere sui mercati internazionali grazie al +6,4% delle altre macchine per impieghi speciali (macchine specifiche per l’industria) e al +52,1% delle macchine per la formatura dei metalli mentre le vendite oltreconfine di macchine di impiego generale (forni, refrigeratori, macchine per sollevamento, ecc.) perdono l’1,8%.

In positivo, tra i settori più rilevanti per la provincia, troviamo le calzature (+3,7%), con buoni risultati in Svizzera Francia e Giappone ma anche i mobili (+9,6%) grazie alle vendite piazzate in mercati molto lontani come Cina ed Emirati Arabi.

Cresce anche l’export di prodotti di abbigliamento (+14,1%), ma anche comparti che si stanno sempre più affermando come le bevande (+5,9%, soprattutto vino) grazie alle ottime performance segnate in Brasile, Cina, Stati Uniti, Russia ma anche Francia e Svezia. Bene anche la farmaceutica che segna un +12,4% grazie i risultati raggiunti in Austria, Stati Uniti e Spagna. Arretra invece pesantemente il vetro (-8,9%) a causa di pesanti flessioni registrate in Germania, Francia, Stati Uniti e Perù.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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