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Coldiretti, eletto Filippi Quarta volta presidente

Coldiretti, eletto Filippi Quarta volta presidente

Due i problemi che l’imprenditore considera prioritari: ungulati e burocrazia «Dobbiamo riportare in equilibrio la fauna selvatica che causa danni per milioni» 

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VOLTERRA. Fabrizio Filippi quater. L’imprenditore agricolo di Santa Luce è confermato alla guida di Coldiretti. Al quarto e ultimo mandato consecutivo, per Filippi è stato un plebiscito. Già presidente del Consorzio per la tutela dell’olio toscano Igp, il più importante consorzio di produttori italiano, vice presidente regionale, Filippi è titolare di un’azienda agricolo-faunistica. Eletto anche il consiglio direttivo della principale organizzazione agricola formato da Carlo Boni Brivio e Diego Stiaccini, come vice presidenti, Tiziano Busti, Giacomo Chiarappa, Settimo Deidda, Iacopo Galliani, Sonia Giuntini, Alessandro Gronchi, Paola Vincenzi, Irene Zeiro.

Filippi è figura di «garanzia di continuità» che porta in dote esperienza e grandi competenze avendo vissuto in prima persona il percorso di crescita di Coldiretti e delle aziende agricole tornare al centro della tavola e del sistema agricolo nazionale: «Attraverso il progetto di Campagna Amica, che è oggi la più importante rete di vendita diretta d’Europa – spiega Filippi – abbiamo ridato dignità alle piccole aziende agricole, le abbiamo messe in condizioni di tornare a vendere all’interno di una rete organizzata, con regole, trasparenza e veridicità; abbiamo stimolato la creazione di imprese, l’occupazione e come diretta conseguenza cambiato l’immagine della professione di agricoltore. Oggi non parliamo più di contadini ma di imprenditori agricoli: Coldiretti è stata determinante per la rivoluzione, anche culturale, del settore e per l’avvicinamento di molti giovani. Il ricambio generazione è molto forte, più forte rispetto a tutti gli altri settori».

Filippi ha ben chiaro le priorità ma sono due i punti diventati emergenza: ungulati e burocrazia. «Dobbiamo riportare in equilibrio la presenza della fauna selvatica che oggi è l’artefice della perdita di competitività delle aziende e di milioni di euro di danni ogni anno: cinghiali, caprioli, nutrie e lupi scoraggiano l’attività agricola e indeboliscono la presenza delle aziende soprattutto nelle zone più svantaggiate». L’altro grande tema lamentato a più riprese è quello del rapporto con gli enti locali: «Vivono – dice – a velocità diverse ma gli obiettivi sono, o dovrebbero essere, gli stessi: creare lavoro, investimenti, migliorare la manutenzione del territorio, favorire il turismo e così via. C’è poca sensibilità, poca elasticità e poca praticità, elementi invece essenziali per chi fa impresa». Tra i punti fermi del mandato di Filippi, le battaglie per la trasparenza e la tracciabilità: «Vogliamo la trasparenza per tutti i prodotti che finiscono sulle nostre tavole a tutela e difesa del Made in Italy. Solo Coldiretti è riuscita a dare risposte all’agricoltura».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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