Il Tirreno

Pontedera

All’ex Crastan di Pontedera negozi, uffici e il museo del caffè

di Andreas Quirici
L’idea progettuale per riqualificare la facciata dell’ex fabbrica Crastan in via Primo Maggio
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L’idea progettuale per riqualificare la facciata dell’ex fabbrica Crastan in via Primo Maggio

È il progetto inserito nel piano del Comune per riqualificare aree dismesse. Hanno ricevuto manifestazioni d’interesse 32 zone su 57 dove intervenire

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PONTEDERA. L’impatto è notevole. Un nuovo edificio dove ora c’è l’ex fabbrica Crastan in via Primo Maggio a Pontedera che si affaccia sulla strada e che fa bella mostra di sé anche sul lato che dà sulla Tosco Romagnola. Esteriormente ricalca l’attuale architettura, mantenendo la memoria storia di una delle aziende più importanti della zona (che avrà anche un museo all’ingresso dedicato alla produzione di caffè). All’interno uffici e negozi per quello che potrebbe essere l’intervento più rilevante di rigenerazione urbana, l’operazione lanciata dal Comune per riqualificare aree dismesse o degradate, attraverso la spostamento di volumi residenziali dei vari immobili nella zona del Chiesino.

Martedì27 marzo il piano di rigenerazione urbana sarà portato in consiglio comunale. E, a quel punto, si attenderà l’avvio dei lavori. Ma non si tratta di progetti pronti a partire, salvo rari casi. Delle 57 zone da recuperare, l’amministrazione comunale ha ricevuto 32 manifestazioni d’interesse. Tra queste l’ex fabbrica Crastan, di cui è stata aperta un’istruttoria in Comune. Un’idea progettuale è quella che, invece, dovrebbe portare al recupero dell’area dell’ex concessionario Automar, a ridosso di via Savonarola. Qui la proprietà ha rinunciato a spostare i volumi per creare abitazioni al Chiesino e intenderebbe realizzare una zona destinata a uffici e negozi, con un’area commerciale da 600 metri quadrati. Ma per adesso siamo alla manifestazione d’interesse, nulla più.

È in fase avanzata, invece, l’opera di riqualificazione dietro al Duomo che riguarda l’ex segheria Leoncini, famiglia proprietaria anche del palazzo a fianco che sarà ristrutturato, mentre una parte dell’edificio demolito da poco sarà adibito a parcheggio. Il resto sarà donato al Comune che ne ricaverà una piazza. «Quest’ultimo intervento è di grande valore – ha spiegato il sindaco Simone Millozzi – ed è in fase avanzata perché ci riguarda e da cui vogliamo ricavare un’area pedonale in più per Pontedera. In generale, riteniamo di aver fatto le scelte giuste per aprirci alla città e coinvolgere i privati in piani di recupero che, diversamente, sarebbero rimasti alle previsioni urbanistiche del 2004 con progetti invasivi e irrealizzabili, vista la crisi che si è sviluppata negli ultimi anni». Nell’elenco presentato dal sindaco c’è anche l’ex fonderia Ceccanti alla Rotta da ottomila metri quadrati, di cui un quinto si dovrebbe trasformare in abitazioni con giardini e una parte a terreno agricolo.

Poi c’è l’ex Enel in via Pisana, opera che da tempo aspetta una soluzione, ma che un contenzioso tra i soci che detengono la maggioranza della proprietà (l’altra parte appartiene al Comune) non ha ancora reso possibile la riqualificazione. Ma la manifestazione d’interesse da parte del privato c’è stata, con la richiesta di uso residenziale il secondo, terzo e quarto piano, mentre il piano terra e il primo rimarrebbero all’amministrazione comunale che vorrebbe trasferirci la ludoteca da via Manzoni.

La rigenerazione urbana dovrebbe toccare anche ai terreni della Zetagas, il mercato ortofrutticolo e il deposito del Cpt in via Pacinotti, quella che un tempo era l’Officina Canuti vicino a piazza della Solidarietà, un’area tra via Fiorentina e il quartiere residenziale sorto al posto dell’ex campo sportivo Marconcini, l’ex fabbrica del marmo nel quartiere Fuori del Ponte. C’è anche l’ospedale Lotti, su cui l’Asl ha intenzione d’intervenire sfruttando gli edifici a fianco dell’attuale struttura e il villaggio scolastico, su cui il Comune vuole realizzare opere sul verde pubblico, gli arredi e creare spazi per gli studenti per un vero campus.

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