Il dolore
Cascina, "corvo" accusa la sindaca di abuso edilizio
Scontro nella giunta di centrodestra dopo l'invio di una lettera anonima, Ceccardi (Lega) si difende: non c'è nessun illecito, la tettoia nella casa ereditata dai nonni è stata demolita
CASCINA. Lo scontro tra Forza Italia e la Lega a Cascina potrebbe essere arrivato al capolinea. Tanto che l’assessore all’Urbanistica Gino Logli (Fi) ha chiesto alla segretaria generale del Comune, Rosa Priore, di verificare se ci sono state omissioni e se ci sono responsabilità nel ritardato protocollo di una lettera anonima indirizzata all’ufficio tecnico del Comune. Lettera in cui un “corvo” segnalava presunti abusi edilizi (tra cui una tettoia) a casa della sindaca Susanna Ceccardi a Zambra.
In questi giorni è emerso che la lettera anonima è stata protocollata in ritardo e l’assessore competente non è stato informato ufficialmente dei fatti.
Il consigliere comunale socialista Fabio Poli, geometra e quindi conoscitore dei vari aspetti tecnici di cui si parlava nella lettera, stava seguendo la vicenda, facendo così il suo lavoro di opposizione.
«Chi invoca la legalità – dice Poli – non può avere abusi edilizi a casa». Cosa sia successo dopo, è tutto da capire. Qualcuno ipotizza una sponda tra Forza Italia, Socialisti e Pd.
La lettera anonima non è stata cestinata, è stata protocollata e sono stati attivati i controlli. Ma qualcuno ha rallentato l’iter delle verifiche e Logli ha chiesto in una lettera (poi secretata) che si faccia chiarezza sulle responsabilità del capo di gabinetto, Andrea Recaldin, e del responsabile dell’urbanistica, Francesco Giusti.
Poli ha chiesto di effettuare l’accesso agli atti, di vedere la lettera di Logli (il contenuto già lo conosceva) ma si è sentito rispondere che quella lettera al momento non si poteva leggere (sono stati aperti due procedimenti disciplinari). A quel punto il caso è diventato di dominio pubblico. La sera stessa la vicenda è stata raccontata nel corso di una riunione delle liste civiche provinciali e pure alcuni esponenti di Fratelli d’Italia hanno preso le distanze dalla sindaca.
Dietro le quinte anche uno scontro telefonico, di cui si narrano più versioni, tra Ceccardi e Logli. Tanto che la sindaca, che era in vacanza all’estero, ha anticipato di una settimana il rientro a casa per affrontare la questione. «Appena scendo dall’aereo ti strappo le deleghe», gli avrebbe detto. Vox populi, però. Per ora Ceccardi non ha ritirato le deleghe a Logli (quest’ultimo per ora mantiene il riserbo), ma non si capisce come possa continuare la collaborazione. Tanto più che non si esclude che venga presentato un dossier alla Procura che avrebbe ricevuto la stessa lettera anonima.
La giunta di centrodestra a trazione leghista, dunque, vive un momento di crisi, il più grave da quando la Lega ha espresso tre parlamentari. Gli altri partiti della coalizione, a quanto si intuisce, non sono così fedeli alla prima cittadina, non vogliono la leadership della Lega e non sopportano che la sindaca abbia un ruolo di primo piano e soprattutto che possa contare su un capo di gabinetto sempre presente. Lei, dal canto suo, fa le sue scelte senza ascoltare tanti suggerimenti e spesso senza piegarsi a miti consigli. In questi mesi ha ricordato più volte ad alcuni esponenti del centrodestra, i quali navigano in politica da tanto tempo, che prima di Cascina non avevano mai vinto nulla. Da quel che si intuisce, gli alleati, trovando facile sponda nei partiti di opposizione, potrebbero essere disposti a seguire la logica del “muoia Sansone con tutti i Filistei” . E poi le amministrative a Pisa sono alle porte. Forza Italia si sta dimostrando insofferente. Il tempo dei sorrisetti di maniera è finito. Non piacciono i “no” della Lega a certe candidature a Pisa come quella di Raffaella Bonsangue, coordinatrice provinciale di Forza Italia, sconfitta alle politiche e poi non presa in considerazione per le amministrative. Un “no” che si era intravisto anche nel momento della formazione della giunta cascinese, quando era stato preferito Logli alla coordinatrice azzurra. Ma le ostilità tra Logli e la sindaca sono scoccate a prima vista. Così come tra Logli e il capo di gabinetto. Nel mirino sono soprattutto le intromissioni – in realtà sono interventi chiesti da Ceccardi – di Andrea Recaldin nella gestione degli assessorati e nei rapporti con il personale.
La risposta della sindaca. «Nessun abuso edilizio a casa mia». In serata la sindaca Susanna Ceccardi rompe il silenzio: «Un mese prima che quella lettera anonima arrivasse in Comune, ne avevo ricevuta una simile a casa mia. Si diceva che avevo un abuso edilizio, cioè una tettoia. La casa l’ho ereditata dai nonni e la tettoia era già esistente. A quel punto mi sono informata e l’ho fatta demolire. Nel frattempo ho presentato una richiesta per poterne realizzare una nuova, regolarmente autorizzata. In seguito è arrivata anche la lettera anonima in Comune. Il segretario generale sostiene che vadano protocollate anche le lettere anonime. La missiva è stata protocollata e non c’è stata alcuna omissione. L’assessore Logli ha aspettato il giorno della mia partenza per una breve vacanza per far scoppiare il caso. Difendo il lavoro di Recaldin, il mio capo di gabinetto. La verifica è stata fatta e non sono stati trovati abusi. Non vorrei che questa storia fosse una rappresaglia contro Recaldin da chi si sente commissariato».
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