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Pontedera

il caso di santa luce 

Laurea inesistente: Carli ammette ma rimane sindaca

SANTA LUCE. «È un reato di falso ideologico, lo so perché ho fatto 17 esami alla facoltà di giurisprudenza». La sindaca di Santa Luce Giamila Carli, Pd, costretta ad ammettere di aver ritoccato per...

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SANTA LUCE. «È un reato di falso ideologico, lo so perché ho fatto 17 esami alla facoltà di giurisprudenza». La sindaca di Santa Luce Giamila Carli, Pd, costretta ad ammettere di aver ritoccato per 29 anni il suo curriculum indicando una laurea in legge che non ha mai conseguito, sbotta e cede alla tensione chiamando le cose con il loro nome. Nel resto del dibattito consiliare di ieri, invece, quell’essersi sistematicamente intestata un titolo accademico lo riduce a un «errore», a una «dolorosa vicenda personale». E ancora: «Un peso che ha fatto un danno a me ma non al Comune o ai cittadini». Risultato? Nessun passo indietro. Forte della sua scelta. Dei numeri della maggioranza consiliare. E del sostegno del Pd di Santa Luce.

Ci provano i consiglieri dei due gruppi di minoranza, Santa Luce Democratica con Tania Mariottini e Andrea Marini, Santa Luce Libera con Maja Spikic, ma dalla loro non hanno la forza dei numeri. La mozione in cui si chiede si chiede di far cessare il mandato del sindaco non passa. Insieme per Santa Luce, unico assente Davide Filippi, vota compatto a sostegno di Carli. Federico Giovacchini (Pci) esprime rammarico, ma rilancia: «Quanto di buono fatto finora deve proseguire». La vicesindaca Fiorella Favaro: «Chi l’ha votata non lo ha fatto per la laurea». La consigliera Laura Baroncelli: «Ho conosciuto imbecilli laureati, le capacità sono un’altra cosa». Per Mariottini la misura è colma e ribatte: «Siccome la laurea non serve, allora non serviva neppure scriverla nel curriculum».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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