Il Tirreno

Pontedera

Nuovo padiglione al Museo Piaggio

Tommaso Silvi
Nuovo padiglione al Museo Piaggio

Pontedera: sarà dedicato all’Ape, che quest'anno spegne settanta candeline, e alle moto prodotte dal Gruppo

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PONTEDERA. Il Museo Piaggio è pronto a presentarsi al pubblico nella sua nuova veste. I lavori sono terminati e sono stati portati avanti per un anno in gran segreto, onde evitare che finissero al centro dell’attenzione dei curiosi.

La Fondazione Piaggio, che gestisce l’esposizione che parla della storia della Vespa e dall’azienda motoristica nata a Pontedera, sta studiando un evento in pompa magna per presentare ufficialmente tutte le novità. Di sicuro c’è che il museo è stato ampliato con un altro padiglione.
Uno spazio molto grande, che ospiterà altre eccellenze ricche di storia del mondo Piaggio. Una parte verrà dedicata interamente all’Ape, che quest’anno spegne 70 candeline, mentre un’altra dovrebbe essere destinata alle moto e ad altri esemplari sportivi.

L’inaugurazione è prevista il 19 aprile, presente anche Roberto Colaninno, patron di Piaggio. Una grande novità, per un luogo che sta aumentando sempre di più la sua fama, in Italia e non solo. Lo dicono i numeri delle visite. Dalla sua apertura, nel 2000, il Museo Piaggio ha avuto più di 510mila visitatori. Numeri in continuo aumento, fino al record di oltre 56mila visitatori nel 2016. Quello della Piaggio è fra i cinque musei d’impresa più visitati in Italia.

La Fondazione Piaggio e il suo Museo hanno vinto il prestigioso Corporate Art Award, premio pensato per identificare, valorizzare e promuovere le eccellenze nelle collaborazioni tra il mondo del business e quello dell’arte a livello internazionale, per “Il miglior coinvolgimento dei social media”.

All’interno dell’esposizione, tra i veicoli di serie, si possono ammirare i “classici” della sconfinata produzione Vespa (più di centoquaranta versioni), tra cui si distinguono la prima serie 98cc dell’aprile 1946; la Vespa 125 del 1951, modello utilizzato da Audrey Hepburn e Gregory Peck sul set di Vacanze Romane; la Vespa “U” (utilitaria) del 1953, costruita in soli 7mila esemplari, oggi tra i pezzi più ricercati dai collezionisti di tutto il mondo.

E poi la prima Vespa granturismo, la Vespa GS 150 del 1955; la Vespa 50 del 1963 (per tutti gli italiani “il Vespino”), una pietra miliare nella storia dello scooter più famoso del mondo (seguita, nel 1969, dal grande successo della 50 Special). Quindi la 90 Super Sprint del 1965, veicolo-mito per i giovani sportivi; la 125 Primavera del 1967, vero e proprio oggetto di culto per i giovani dell’epoca.

Gli anni Settanta sono egregiamente rappresentati dalla Vespa 125 Primavera ET3 e dalla Vespa 200 Rally, che in quegli anni proponevano una soluzione tecnica innovativa come l’accensione elettronica, e dalla Vespa PX 125 del 1977, “replicata” da una sua versione gigante, un modello fuori scala di 4 metri di altezza in vetroresina e vernice rossa. Presenti anche molti esemplari Gilera e tante altre “chicche” targate Piaggio. Il tempio del colosso industriale ora si ingrandisce e assume un aspetto diverso.

Il numero degli esemplari in mostra aumenterà e con lui, è l’auspicio della Fondazione Piaggio, anche quello relativo ai visitatori.
 

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