Sicurezza
Imu evasa, recuperati 860mila euro nel 2017
L’assessore: le difficoltà maggiori con le società immobiliari
PONTEDERA. Una tappa importante di un percorso su cui l’amministrazione di Palazzo Stefanelli punta molto. Solo nel 2017 il Comune di Pontedera è riuscito a recuperare un importo di circa 860mila euro dalla lotta all’evasione riferita all’Imu, l’imposta sugli immobili.
«L’amministrazione – spiega Marco Papiani, assessore al Bilancio – opera sia attraverso una struttura diretta, sia tramite l’Unione dei Comuni della Valdera, a cui è demandata la funzione della riscossione coattiva». Ed è proprio nell’ambito del servizio svolto dal Comune che si registrano i maggiori incrementi. «Grazie all’appoggio esterno a cui si è affidata l’amministrazione – continua Papiani – siamo in buona sostanza riusciti a triplicare il valore degli avvisi di accertamento prodotti». Nel caso specifico, in riferimento all’anno scorso, per aumentare la capacità di riscossione, il Comune ha potuto usufruire del sostegno di “Finanza locale”, società di consulenza che affianca gli enti locali nel settore della riscossione. E i numeri danno ragione all’assessore: se nel 2015 il valore degli avvisi di accertamento inoltrati ammontava a circa 600mila euro, mentre l’anno successivo superava il milione, nel 2017 si è raggiunta la cifra di 1,8 milioni di euro. E il Comune è riuscito a recuperare 860mila euro che mancavano alla conta. Una somma importante che tuttavia non rappresenta la totalità dell’evasione.
«Nell’ambito dell’Imu – conferma Papiani – esistono talvolta situazioni di oggettiva difficoltà nel recupero di somme evase». Tali problemi non vengono riscontrati tanto relativamente ai cittadini, quanto alle aziende. In particolare, a creare grattacapi sono le società immobiliari. «Spesso – prosegue l’assessore – queste si trovano sottoposte a procedure concorsuali, e dunque il recupero diventa molto più complicato». Se dunque il Comune sta facendo il possibile, rimarranno, per l’impossibilità tecnica di riscossione, zone d’ombra.
Un passo avanti è stato fatto anche nelle modalità di recupero. Anzi, due. Da un lato, come afferma Papiani, è aumentata, insieme alla produzione di avvisi di accertamento, l’opera di mediazione da parte degli uffici amministrativi. «Per quanto possibile – spiega – il Comune va sempre alla ricerca di un accordo con i contribuenti inadempienti che dimostrano volontà di pagamento». Proprio questa propensione a raggiungere un’intesa è testimoniata dall’aumento esponenziale del ricorso alla rateizzazione dei debiti.
Dall’altro, invece, c’è il tentativo, di anno in anno, di accorciare i tempi. Nonostante gli avvisi di accertamento possano essere prodotti fino al quinto anno successivo al mancato pagamento, l’amministrazione vuole giocare d’anticipo per evitare la prescrizione. «In passato gli uffici cominciavano ad operare solo all’ultimo anno disponibile, non avendo le risorse – racconta Papiani – Oggi, al contrario, il nostro obiettivo è ridurre al minimo questo intervallo di tempo». Del resto, come constata lo stesso Papiani, più i tempi sono brevi, più aumenta la certezza di poter tornare in possesso delle somme evase. «Riducendo i tempi – conclude – i risultati migliorano decisamente».
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