Il dolore
«Contro di me accuse non vere»
L’imprenditore Rocchi e l’inchiesta sui rifiuti: stoccaggio degli scarti regolare
CASCINA. L’imprenditore Alberto Rocchi difende la sua posizione e quella della società “Cascina Servizi & Recuperi” in relazione al ritrovamento di circa cinquanta tonnellate di rifiuti tessili che sono stati sequestrati a Navacchio, in via del Nugolaio.
Dopo i sigilli apposti nelle scorse ore anche a una porzione di proprietà della famiglia Rocchi in via Piastroni, dove gli agenti della municipale cascinese hanno rinvenuto e sequestrato altri rifiuti della stessa tipologia di quelli trovati a Navacchio, Rocchi è un fiume in piena, pronto a ricacciare indietro tutte le accuse che vengono mosse nei suoi confronti.
«Intanto – spiega al telefono il noto imprenditore cascinese – c’è bisogno di un chiarimento. La polizia municipale è intervenuta nella proprietà di mia sorella Daniela. Io, infatti, ho rinunciato all’eredità».
«La ditta “Cascina Servizi & Recuperi” – prosegue Rocchi – ha affittato il nostro capannone industriale a Navacchio per iniziare una attività volta alla lavorazione di materie prime secondarie. Quelli trovati a Navacchio non sono rifiuti industriali. Erano stati stoccati lì, non abbandonati, per delle attività lecite svolte in un’area industriale in regola con i permessi».
Quanto ai presunti abusi edilizi riscontrati nella proprietà Rocchi durante i controlli della polizia municipale, l’imprenditore ribatte: «Ci sono state mosse accuse non veritiere. I presunti abusi edilizi che sono stati contestati non sono altro che i lavori per la messa in uso di un ascensore utile a mia sorella disabile. I liquami che sono stati ritrovati, invece, non sono altro che il risciacquo della betoniera impegnata nel cantiere».
Carlo Palotti
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
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