Sicurezza
Fiamme al Lotti, chiuso il centro trasfusionale
Pontedera: l’incendio da una cella frigo per le piastrine. Il reparto tornerà operativo domattina
PONTEDERA. Tanta paura, una ventina di persone evacuate e una coltre di fumo che si è diradata soltanto dopo diverse decine di minuti. Il suono penetrante dell’allarme antincendio ieri ha tagliato in due la mattinata all’ospedale Lotti.
Le fiamme si sono scatenate poco dopo le 10 all’interno del centro trasfusionale, più precisamente nella stanza che ospita le attrezzature per la conservazione del sangue e delle piastrine dei donatori. «È successo tutto molto velocemente. Abbiamo visto il fumo e sentito un forte odore di bruciato», racconta il primario del reparto, Fabrizio Niglio. Immediatamente sono state avviate le pratiche per l’evacuazione del padiglione interessato dal fuoco. «Abbiamo cercato di far mantenere la calma ai pazienti. Soprattutto – prosegue Niglio – a quelli che erano nelle nove postazioni per la donazione». Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno domato le fiamme. Ancora da accertare le cause dell’incendio che, stando a una prima ricostruzione, sarebbe nato da un cortocircuito della cella frigo che conserva le piastrine, andata distrutta.
«Devo complimentarmi col personale del reparto e con gli uomini e le donne presenti nel momento dell’incendio. Tutti hanno mantenuto la calma e hanno reso scorrevole l’evacuazione», sottolinea Niglio. Ci sono due aspetti legati alla vicenda di ieri mattina al centro trasfusioni del Lotti. Una positiva, l’altra un po’ meno. «Quello che è successo ci ha danneggiato, perché eravamo in un momento della giornata dove c’erano molti donatori. Tanti stavano donando nell’attimo in cui si sono alzate le fiamme – spiega Niglio – mentre altri erano in attesa del loro turno. Sicuramente recupereremo le donazioni nei prossimi giorni, ma senza dubbio si è trattato di un incidente penalizzante».
Il primario parla delle conseguenze materiali dell’incendio. «Naturalmente ci sono alcuni macchinari danneggiati, ma abbiamo salvato tutto il sangue che abbiamo raccolto nelle scorse settimane e non solo, circa 40 sacche. E siamo riusciti anche a salvare quello donato in mattinata. Sono andate perdute soltanto le piastrine – dice Niglio – ma quello è il danno minore, perché possiamo recuperarle in pochi giorni».
Tanto spavento, dunque, ma senza alcuna conseguenza per ciò che riguarda il motore del centro trasfusioni: il sangue. Restano da valutare, e quantificare, i danni all’interno del reparto.
L’incendio arriva proprio alle porte della settimana dedicata alla donazione da parte delle forze dell’ordine. Sette giorni per aumentare la disponibilità di sangue del Lotti e, soprattutto, per dare un segnale ai giovani e non solo, sperando di sensibilizzarli sul delicato e importante tema del dono. Tutto, comunque, procederà secondo i piani.
Perché da ieri al centro trasfusioni lavorano tanti volontari per limitare i disagi. Un obiettivo che è stato raggiunto fin da subito.
«Il reparto non ha mai davvero smesso di lavorare. Dopo le prime ore di riorganizzazione in seguito all’incendio – conclude Niglio – siamo riusciti a garantire le situazioni di emergenza. Da lunedì (domani per chi legge, ndr) torneremo a piena disposizione dei donatori».
Ed è quindi in una situazione di emergenza, come quella di ieri mattina, subito dopo le fiamme all’interno del reparto, che il centro trasfusionale ha dimostrato di cosa è capace. Una catena di solidarietà si è subito attivata e ha portato all’interno del Lotti molti volontari, che si sono attivati da subito per ripulire le stanze e far sì che la situazione tornasse alla normalità.
Uno sforzo di gruppo che si è rivelato fondamentale per la ripartenza immediata dell’ala dell’ospedale dove ogni giorno prende vita il grande gesto del dono.
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