Il Tirreno

Pontedera

Disarmato rapina una banca

Tommaso Silvi
L'auto dei carabinieri davanti alla banca rapinata (Foto Silvi)
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L'auto dei carabinieri davanti alla banca rapinata (Foto Silvi)

Caccia al bandito con la parrucca che ha colpito al Banco Bpm a Cascine di Buti. L’impiegata ha consegnato 2.200 euro al malvivente. Un testimone: «L’uomo parlava bene l’italiano»

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CASCINE DI BUTI Capelli lunghi, quasi sugli occhi. Forse non erano i suoi, ma una parrucca. Barba di qualche giorno, pizzetto e baffi. Disarmato. Prima si è accomodato nell’area di attesa, poi è entrato in azione. Ha guardato l’impiegata, ha finto di volere delle informazioni, poi è andato al sodo: «È una rapina, mi dia i soldi». Tutto in pochi minuti. Tra le 12,25 e le 12,30 del 16 marzo a Cascine di Buti, alla filiale del Banco Bpm, ex Cassa di Risparmio di Pisa, lungo via Sarzanese Valdera.

Nessun urlo, nessun gesto eclatante. Il malvivente ha agito in completa tranquillità. Tanto che l’unico testimone che assistito, in parte, alla rapina, inizialmente non si è accorto di niente. «Mentre stavo parlando con l’impiegata, al bancone – racconta Lori Landi, panettiere – ho visto entrare questa persona. Ho terminato la mia operazione e sono uscito, ma andandomene ho visto che stava rufolando nei pantaloni, all’altezza della caviglia. A questo punto ho capito che forse stava architettando qualcosa. Prima di uscire dalla banca ho visto che si è avvicinato allo sportello e ha esordito dicendo “Vorrei un’informazione”».

Il colpo ha fruttato al rapinatore 2.200 euro, che sono stati consegnati dall’unico dipendente presente in banca al momento della rapina, una donna: che si è spaventata e, nonostante l’uomo non fosse armato, ha tirato fuori immediatamente i soldi. «Ho aspettato fuori perché volevo vederlo uscire – continua Landi – ma nel frattempo ho incontrato una signora. Il tempo di salutarla e l’uomo non c’era più. Probabilmente è scappato a piedi, perché sono quasi sicuro che non ci fossero auto posteggiate all’esterno della banca».

Sul posto pochi minuto dopo la rapina sono arrivati i carabinieri, che hanno ascoltato l’impiegata e il testimone, raccogliendo informazioni utili per le indagini.

Il rapinatore parlava un italiano fluido; questo porterebbe a escludere la pista di uno straniero, anche se le ricerche, per il momento, procedono a tappeto, in Valdera, nell’area alle pendici del monte Serra e in tutta la provincia.

A colpire è l’atteggiamento pacato dell’uomo, che durante la sua azione non ha mostrato alcun segno di violenza. Addirittura ha rispettato il suo turno, sedendosi. E anche il volto non era coperto con un passamontagna, ma semplicemente semi-nascosto dietro a una manciata di capelli scuri sulla fronte e sugli occhi. Una capigliatura piuttosto insolita per un uomo, che ha indotto la dipendente della banca e le forze dell’ordine a pensare che il rapinatore indossasse una parrucca.

«Non potevo immaginare, almeno in un primo momento, che quell’uomo fosse entrato in banca per una rapina. Era tranquillo, ha mostrato un pelo di agitazione – racconta ancora il testimone – soltanto quando stavo per uscire. Lì ho capito che poteva trattarsi di un personaggio sospetto. Ho anche aspettato qualche minuto all’esterno della banca, guardando dentro dal vetro, magari in attesa di un cenno da parte della dipendente, ma i due stavano parlando tranquillamente».

Il rapinatore gentiluomo, in realtà, con discrezione, si stava facendo consegnare il bottino.
 

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