Attenzione
Addio al campino di don Vivaldi
Diventerà una piazza, a S. Miniato Basso ci si mobilita per mantenerne il ricordo
SAN MINIATO BASSO. In origine fu il classico campetto di calcio. Un terreno e niente più, sterrato e polveroso, rivelatosi però troppo piccolo e angusto per contenere una vera partita da 11 contro 11. Da qui l’idea, balenata nella testa dell’indimenticato don Vinicio Vivaldi: «E se provassimo con la pallavolo? » propose ai dirigenti di allora “il parroco dei giovani”, come lo ricordano tutti a San Miniato Basso. Iniziava così, nel 1964, l’avventura del mitico campino del prete a fianco della chiesa, culla e cuore della Folgore San Miniato, la società di pallavolo nata in sostituzione della vecchia squadra di calcio, la Fulgor.
Di quel campino, asfaltato negli anni Settanta, resterà a breve soltanto un ricordo, in virtù dei lavori che trasformeranno l’area di fronte alla chiesa e il terreno dell’ex distributore nella nuova e principale piazza di San Miniato Basso, conferendo all’area quella funzione di centro aggregativo e sociale nata proprio grazie alla pallavolo.
È per questo che cittadini e dirigenti della Folgore si sono mobilitati per celebrare quello spazio così carico di ricordi, proponendo di intitolare la futura piazza proprio al mitico campino, anche come omaggio a don Vinicio e al suo impegno per i giovani. I promotori dell’iniziativa, in gran parte ex ragazzi cresciuti su quel rettangolo di gioco, si ritroveranno tutti insieme domani sera, all’interno della vicina pizzeria Da Rina, in una cena spontanea ideata non appena sono iniziati i lavori di smantellamento del vecchio campino.
«Quel luogo fa parte della nostra vita – dice il presidente della Folgore Riccardo Taddei – A breve sarà sostituito da una bella piazza, ma ci piacerebbe tenerne vivo il ricordo, perché lì hanno trascorso i migliori momenti della giovinezza tanti ragazzi cresciuti tra anni Sessanta e Ottanta. Il tutto grazie all’idea e all’impegno di don Vinicio».
Oggi pomeriggio, alla vigilia della cena, una delegazione farà visita al cimitero di San Pierino per deporre un mazzo di fiori e una targa sulla tomba dell’ex parroco. Domani sera, invece, sarà il momento dei ricordi ma anche delle proposte. «Non sarà una cena d’addio – precisa Taddei – ma un momento per riunirsi tutti insieme e festeggiare quei bellissimi momenti, magari facendo nascere una sorta di club o un’associazione: qualcosa del tipo Noi del Campino». Ed è proprio al campino che i promotori dell’iniziativa vogliono intitolare la nuova piazza, come proposto anche nell’ultima Consulta. Fino ad ora, in realtà, l’attuale parroco aveva proposto il nome di piazza della Chiesa, ma il dibattito sembra solo agli esordi.
Giacomo Pelfer
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