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Pontedera

interrogato, respinge le accuse 

Sindaca minacciata: l’indagato si sottopone al test del Dna

CASCINA. Sereno come chi non ha nulla da temere, ha respinto con forza l’accusa di essere lui l’autore delle minacce – con tanto di cartuccia inviata per posta – alla sindaca leghista Susanna...

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CASCINA. Sereno come chi non ha nulla da temere, ha respinto con forza l’accusa di essere lui l’autore delle minacce – con tanto di cartuccia inviata per posta – alla sindaca leghista Susanna Ceccardi. Assistito dall’avvocatessa Cristina Bibolotti, ieri pomeriggio il settantenne indagato dalla Procura di Pisa ha varcato la soglia della caserma dei carabinieri che erano stati delegati dall’autorità giudiziaria a interrogarlo.

«Il mio cliente ha risposto a tutte le domande – racconta la legale – Gli hanno chiesto se fosse l’autore delle minacce e lui ha negato con decisione, aggiungendo di aver appreso da Facebook, e poi dai giornali, la notizia della minaccia alla sindaca di Cascina. Ha spiegato di essersi subito dissociato da un gesto del genere e ha anche detto di essere sorpreso del fatto di essere stato individuato dagli inquirenti come possibile autore delle minacce».

Durante il faccia a faccia con i carabinieri durato un’ora e mezza, è stato chiesto all’indagato se fosse disponibile a sottoporsi al test del Dna. L’uomo ha accettato e si è fatto prelevare un campione di saliva. Il Dna dell’indagato sarà confrontato con quello in possesso degli investigatori ed estratto dal materiale inviato alla sindaca – lettera, cartuccia e fazzoletti di carta –, un confronto che si annuncia determinante ai fini dell’indagine.

«Il mio cliente – prosegue Bibolotti – si è detto disponibile a qualsiasi altro tipo di accertamento che la magistratura riterrà necessario. È tranquillo e collaborativo».

Era il novembre scorso quando una lettera minatoria con una cartuccia da caccia, calibro 28, fu recapitata in municipio a Cascina alla sindaca.

Un testo breve ma di impatto: “Con il tuo razzismo non andrai molto lontano. Per il momento accetta questo pensiero che ti mandiamo con sincerità. Ripuliremo Cascina dalle m... come te”.

Il personale del Comune, dopo avere protocollato la lettera, la consegnò alla prima cittadina che chiamò i carabinieri. La missiva fu sequestrata insieme alla cartuccia.

La vicenda ebbe una eco mediatica forte e suscitò anche l’indignazione di Matteo Salvini, leader nazionale della Lega.

Poi mesi di silenzio, rotto soltanto nei giorni scorsi quando si è diffusa la notizia di un avviso di garanzia recapitato a un pensionato settantenne della zona.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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