Proteste
Sorrisi, aiuto e competenza Questo è il centro trasfusioni
PONTEDERA. Dietro al sorriso del personale del centro trasfusionale si nasconde un mondo. All’ospedale Lotti di Pontedera, per ogni donatore o donatrice che trova un ambiente professionale e ideale...
PONTEDERA. Dietro al sorriso del personale del centro trasfusionale si nasconde un mondo. All’ospedale Lotti di Pontedera, per ogni donatore o donatrice che trova un ambiente professionale e ideale per poter aiutare il prossimo, vi è un operatore sanitario che accompagna quest’ultimo in ogni momento, curandone ogni necessità. “Aiutare chi aiuta”, è questo il motto.
«Il centro trasfusionale, negli ultimi tempi, è diventato un reparto ad alta specializzazione - spiega il primario Fabrizio Niglio - dove il personale è costantemente e continuamente in formazione».
Tutto, naturalmente, per il donatore e - di conseguenza - per il paziente. C’è una punta di orgoglio nelle parole di Niglio, che ha visto il centro trasfusionale trasformarsi in pochi mesi. Il personale, con cui il primario condivide la quotidianità lavorativa, è il valore aggiunto per la campagna di sensibilizzazione al dono. «Ho il piacere di frequentare i corsi di aggiornamento e professionalizzanti con i miei colleghi - racconta Niglio - e riesco a coglierne l’impegno, oltre alla passione con la quale affrontano metodiche nuove, manovre rianimatorie o estenuanti verifiche regionali e nazionali». Grazie a questo salto di qualità del personale, il centro trasfusionale non solo ha superato le verifiche ispettive della Regione, ma riesce a produrre emocomponenti preziosissimi per i pazienti.
Con una singola donazione di plasma, è possibile ottenere anche globuli rossi e piastrine. Senza alcun impegno ulteriore richiesto al donatore.
«Questo è stato possibile grazie all’infinita disponibilità dei donatori - commenta Niglio - ma anche grazie al tempo dedicato da tutti i sanitari allo studio e all’aggiornamento».
Non solo il forte aspetto umano, dunque, ma anche una costante applicazione per mettere il donatore nelle migliori condizioni di poter fare del bene. «La dedizione e la professionalità sono senz’altro nel Dna di ogni operatore sanitario - conclude Niglio - ma al centro trasfusionale, soprattutto nell’ultimo periodo, migliorare e rendere il personale di altissimo livello è il vero e proprio obiettivo di tutta la nostra équipe». (p.m.)
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