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finita la diatriba con ponsacco 

Il Tar dà ragione ai cacciatori sui divieti imposti dai sindaci

Il Tar dà ragione ai cacciatori sui divieti imposti dai sindaci

PONSACCO . Con una sentenza a dir poco “storica”, pronunciata dalla seconda sezione del Tar della Toscana il 7 febbraio scorso, si fa chiarezza sulle norme relative alle competenze dei sindaci in...

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PONSACCO . Con una sentenza a dir poco “storica”, pronunciata dalla seconda sezione del Tar della Toscana il 7 febbraio scorso, si fa chiarezza sulle norme relative alle competenze dei sindaci in materia di caccia, con particolare riferimento alla possibilità di istituire divieti di caccia mediante ordinanze.

Come più volte sostenuto dalla Federcaccia, le competenze in materia di caccia, dopo l’abrogazione delle Province, appartengono esclusivamente alle amministrazioni regionali. L'ordinanza sindacale oggetto del ricorso al Tar Toscana fornisce un’interpretazione autentica della normativa, che è stata quella emanata a più riprese in questi ultimi tre anni dal sindaco di Ponsacco, che ha diramato un divieto di caccia su quasi tutto il territorio comunale, peraltro suffragato da motivazioni non contingenti.

La Federcaccia ha cercato in più occasioni di dialogare con la stessa amministrazione comunale al fine «di trovare delle soluzioni condivise: sono state presentate proposte di mediazione che purtroppo non hanno portato a nessun accordo. L’amministrazione comunale di Ponsacco, anche nel 2017, ha evitato qualsiasi concertazione al riguardo».

Ora la sentenza del Tar «rende giustizia» ai tanti cacciatori della Valdera, «vessati da queste inopportune decisioni».

La storia e la cultura della Federcaccia è sempre stata quella di «una grande associazione, disponibile al dialogo e al confronto», si legge in una nora dell’organismo con tutte le istituzioni «a prescindere dal loro colore politico».

«Questo atteggiamento è un’imprescindibile prerogativa per l’attività di gestione della caccia – afferma il presidente di Federcaccia Pisa Marco Salvadori – ma deve essere allo stesso tempo chiaro che, essendo la più grande forza sindacale dei cacciatori, non possiamo venir meno alle giuste aspettative delle categoria». E ringrazia gli avvocati Francesco Bertini e Claudia Manfriani, che ha consentito di raggiungere «un giusto traguardo».



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