Sicurezza
Buio sul grande schermo dopo l’asta del “Lami”
Le conseguenze sull’attività del Supercinema sono ancora tutte da definire e nessuno si spinge in commenti. L’immobile è stato “battuto” a 549mila euro
SANTA CROCE. Tutto ancora tace dietro le quinte del Supercinema Lami, insieme al Teatro Verdi una delle storiche istituzioni culturali di Santa Croce. Eppure lo spettro che negli ultimi anni ha aleggiato circa l'imminente vendita dell'immobile è diventata realtà pochi giorni fa, con l'asta giudiziaria andata a buon fine lo scorso 2 marzo al Tribunale di Pisa per 549mila euro. Una vendita dell'immobile che aveva preoccupato tutti coloro che avevano a cuore le sorti dell'unica multisala fra Empoli e Pontedera, le cui eventuali conseguenze sull'attività cinematografica ancora però sono tutte da definirsi e non necessariamente avranno esiti negativi.
Gestito grazie a un contratto con scadenza al 30 luglio di quest'anno, il cinema santacrocese è solo uno dei cinque portati avanti dalla fiorentina Fcv Srl, che si occupa di altre sale fra la provincia di Firenze nell’Aretino. Organico e attività che, in assenza di operazioni di speculazione o richieste di cambio di destinazione della palazzina sulla Francesca da parte della nuova proprietà, assolutamente non scontate con i tempi che corrono, potrebbe non essere minimamente intaccato dall'operazione. I gestori, in pratica, potrebbero semplicemente dover cambiare il titolare del contratto di affitto.
Aperto (o per meglio dire riaperto) a fine 2001, il “Supercinema” negli anni ha cambiato le abitudini dei santacrocesi e dei residenti nel Valdarno Inferiore. Tre sale all'inizio, con una programmazione articolata e prime cinematografiche, ne hanno decretato le fortune. Al punto che la proprietà, che nella struttura aveva ricavato anche un pub, nel 2004 decise di ampliare l'offerta delle proiezioni realizzando altre due sale in quegli spazi destinati un tempo al ristoro degli spettatori.
Struttura moderna frutto di una ristrutturazione all'epoca rispettosa delle origini stilistiche della palazzina, scontò il peso di essere stata realizzata con un investimento garantito dal credito bancario, in particolare dal Credito cooperativo fiorentino. Anni in cui, peraltro, anche la concorrenza si faceva spietata con l'apertura del Cineplex di Pontedera. Iniziarono così le difficoltà.
Al punto che la proprietà dell'epoca scelse di separare i destini dell'immobile da quello del cinema, fino ad arrivare, dopo il 2009, all'attuale gestione. Ancora presto per capire quali saranno, se ci saranno, possibili ripercussioni, tanto che anche dall'amministrazione comunale, antica proprietaria dell'immobile e in passato portavoce delle preoccupazioni della comunità, non azzarda commenti di alcun tipo.
Nilo Di Modica
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