Il Tirreno

Pontedera

Torna a splendere la Madonna del riscatto

Il quadro restaurato grazie agli Amici dei musei volterrani

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VOLTERRA. Nel Cinquecento le incursioni dei pirati turchi nei territori abitati da cristiani producevano razzìe e sequestri di persone che diventavano fatalmente schiavi. La Compagnia della santissima Trinità raccoglieva denaro per pagare il riscatto dei rapiti. Questa è la storia all’origine del quadro della chiesa di San Michele a Volterra, restaurato grazie al lavoro dell’associazione Amici dei musei volterrani che sabato riconsegnerà alla città l’opera dipinta dal volterrano Giuseppe Arrighi, realizzata su commissione proprio dei membri locali della Compagnia nel 1691.

La Madonna del riscatto è, in realtà, un doppio dipinto. Al centro ha un’apertura sotto cui si vede l’affresco quattrocentesco della Madonna. Quello restaurato con 6.500 euro donati dall’associazione, che conta 150 soci ed è attiva da 14 anni, più 1.800 euro messi a disposizione dalla Fondazione Cassa di risparmio di Volterra, viene chiamato tela o coperta. Una definizione che giunge proprio dal fatto che serve a coprire il dipinto sottostante. Autore del restauro è stato il senese Luca Antonelli che ha dovuto lottare con decenni di incuria.

«Un lavoro durato tre mesi – dice l’autore del restauro – e che ha comportato l’eliminazione di sporco, ma anche resti di interventi subiti dalla chiesa che, ovviamente, sono finiti sulla tela».

«Senza contare – aggiunge il direttore del museo diocesano, Umberto Bavoni – che questo quadro ha rappresentato davvero un elemento di devozione da parte dei volterrani. Per anni ha avuto davanti lumi accesi ventiquattro ore al giorno. Ed è normale che i colori ne abbiano risentito. Posso testimoniare che quanto Luca Antonelli ha preso il quadro, le sue mani sembravano quelle di una persona che maneggia carbone per lavoro».

L’associazione Amici dei musei volterrani ha messo insieme la cifra destinata al restauro grazie alle quote associative (venti euro all’anno per le iscrizioni e il rinnovo), oltre a iniziative come le gite in visita a musei ed eventi artistici.

«Nella Madonna del riscatto sono ritratti uno schiavo che, a mani giunte, ringrazia per la liberazione – sottolinea ancora Bavoni – ma anche un frate vestito con gli abiti tipici di chi apparteneva alla Compagnia della santissima Trinità. È una delle opere che caratterizzano i quattro altari presenti all’interno della chiesa di San Michele, ma è la prima che viene restaurata».

L’edificio religioso, tra l’altro ha recentemente ricevuto il via libera per un finanziamento da 850mila euro da parte del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact) che serviranno a sistemare alcuni problemi alla struttura che caratterizzano una delle chiese più antiche di Volterra.

Intanto, però, gli Amici dei musei volterrani si apprestano a vivere da protagonisti l’evento in programma sabato. Un appuntamento diviso in due parti: alle 15,30 nel Ridotto del Persio Flacco con gli interventi di Amedeo Mercurio, della Soprintendenza, Alessandro Grassi, dell’Università di Firenze, la storica dell’arte Maria Teresa Lazzarini e il restauratore, Luca Antonelli. Poi, alle 18,30, il trasferimento nella chiesa di San Michele dove Bavoni illustrerà l’opera.

Non si tratta del primo intervento sull’arte volterrana realizzato grazie al contributo dell’associazione, presieduta dall’avvocato Renzo Verdianelli. E, di sicuro, non sarà l’ultimo. «Stiamo pensando a qualcosa da restaurare all’interno della cattedrale – sottolinea Gianfranco Chesso, appartenente al direttivo e presente ieri alla presentazione per la stampa, insieme a Emanuela Veracini e Arnaldo Carnieri – Vedremo come realizzarlo, ma ci terremmo a dare un contributo per quello che si preannuncia come uno degli eventi artisti più importanti della storia recente della città».

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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