Finanza
Sequestro di persona e lesioni imprenditore a processo
PISA. Lo faceva dormire in cucina. Chiuso rigorosamente a chiave. Senza nessuna possibilità di uscire di notte. Non solo. Di giorno lavorava alle dipendenze dell’imprenditore agricolo nonché padrone...
PISA. Lo faceva dormire in cucina. Chiuso rigorosamente a chiave. Senza nessuna possibilità di uscire di notte. Non solo. Di giorno lavorava alle dipendenze dell’imprenditore agricolo nonché padrone di casa, ma senza essere assicurato.
Il guaio scoppiò quando il “dipendente” si fece male a una mano. Un imprevisto in grado di scompigliare le carte. All’ospedale, infatti, raccontò come viveva e in quali condizioni. Da quelle dichiarazioni è partita una denuncia che ieri si è trasformata in un rinvio a giudizio per sequestro di persona e lesioni colpose. Lo ha deciso il gup Giulio Cesare Cipolletta su richiesta del pm Sisto Restuccia.
A maggio comparirà davanti al giudice Beatrice Dani l’imprenditore Enzo Rossi, 76 anni, di Lajatico. L’imputato è difeso dagli avvocati Alessandro Appiani e Nazareno Taglioli. La parte civile, un marocchino di 47 anni residente a Ponsacco, rimasto ferito nel podere dell’imprenditore, è assistito dall’avvocato Marco Meoli.
La storia risale al giugno 2014. L’immigrato trova un lavoro come boscaiolo nel podere di Rossi.
Secondo l’accusa viene pagato in nero e, come ospitalità compresa nel “contratto” verbale, l’extracomunitario vive a casa del 76enne che gli garantisce vitto e alloggio. Con un dettaglio da cui ora Rossi deve difendersi. Il marocchino è costretto a dormire nella cucina e, di notte, la stanza viene chiusa a chiave. Per la Procura siamo in presenza di una privazione della libertà che diventa per il codice penale un sequestro di persona.
Il soggiorno dura per un breve periodo. Poi, durante una giornata di lavoro il boscaiolo si ferisce seriamente a due dita della mano sinistra con una lesione grave ai tendini.
La catena di una vecchia motosega salta e lo colpisce alla mano. Finisce in ospedale e racconta la sua storia. E, anche se al nero, il lavoratore chiama in causa il suo principale.
Di qui l’accusa anche di lesioni di colpose al titolare del podere.
Pietro Barghigiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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