Il Tirreno

Pontedera

«Ricorderemo Sara con uno spettacolo»

Andreas Quirici
Sara Togoli con il padre
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Sara Togoli con il padre

Volterra: parla il babbo della 25enne trovata morta nel letto dalla mamma

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VOLTERRA. «Sara ce lo aveva scritto. Se muoio non voglio nessuna funzione. E voglio essere cremata. Penso che lo spettacolo in sua memoria che abbiamo fatto in carcere le sarebbe piaciuto». No, la venticinquenne di Volterra, trovata morta nel letto della sua cameretta dalla mamma non aveva lasciato biglietti ai genitori. Quello raccontato dal babbo, Alessandro Togoli, vice preside e insegnante di italiano e storia all’istituto Niccolini e anima della compagnia Picc Nicc, composta da studenti della stessa scuola dove si era diplomata la figlia, è semplicemente un gioco fatto in famiglia due anni fa. «Per scherzo dicemmo di scrivere un biglietto con le disposizioni in caso di morte – racconta il genitore a distanza di diciannove giorni – Lei lo fece, ma ci ridemmo su. Invece, è successo...».

Parla serenamente il prof Togoli, come se avesse trovato le forze per affrontare questa salita terribile. La sua Sara non c’è più, ma ci sono i ragazzi della scuola e della compagnia che l’altra sera nel carcere di Volterra hanno portato in scena lo spettacolo Corrispondenze insieme alla compagnia Graziani, composta da detenuti e alla band Etruschi from Lakota. Una serie di lettere scritte dai soldati della prima guerra mondiale, da quelli che vissero la tregua del Natale del 1914, dai militari statunitensi in Vietnam e da pazienti del manicomio volterrano. Parole lette davanti a una platea formata da ragazzi e di carcerati con in mente Sara Togoli, alla quale l’associazione di agricoltura sociale L’orto del Lolli, dove la venticinquenne lavorava e i giovani che frequentano il centro diurno di Volterra, hanno voluto dedicare anche loro una struggente lettera in suo ricordo.

Momenti inevitabilmente toccanti per Alessandro Togoli che, insieme alla moglie Susanna Manghetti e all’altra figlia, Irene, hanno affrontato questa tragedia stretti in un ideale abbraccio con tutte le persone che volevano bene a Sara. Una famiglia molto conosciuta che, dopo la morte di Sara, ha ricevuto l’affetto di un’intera città. «Sì – ammette il babbo – è stato toccante e molto emozionante. Però, sono stato bravo. Sono riuscito a non piangere». Anche quando si sono udite le note di una canzone, Sempre e per sempre, di Francesco De Gregori. «L’abbiamo scelta proprio per ricordare Sara – aggiunge il professore che è stato anche consigliere comunale a Palazzo dei Priori e assessore alla scuola e alla cultura dal 2004 al 2009, durante ilo mandato del sindaco Cesare Bartaloni – Credo che incarni bene quello che mia figlia è stata, una ragazza piena di vita e di ideali».

Anche per questo, Alessandro Togoli sta studiando il sistema di rendere itinerante lo spettacolo proposto l’altra sera nel carcere di Volterra. «Con Gianni Calastri stiamo pensando a un adattamento di Corrispondente – dice il vice preside del Niccolini – Dovremo considerare il fatto che i detenuti che hanno partecipato allo spettacolo non potranno essere presenti in altre occasioni. Per cui stiamo pensando a come ovviare a questa situazione. Ma vogliamo proseguire con questa esperienza proprio nel nome di Sara e in sua memoria».

In questa maniera il nome della sfortunata venticinquenne, morta il 19 febbraio dopo aver salutato i genitori la sera prima, sarà ricordato attraverso l’arte che era una delle sue passioni. Aiutava la mamma nella rilegatoria di via Roma a Volterra che la donna gestisce da anni. Sara realizzava stampe e, così, alimentava la sua voglia di creatività.
 

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