Italia
Due uomini e una pistola, rapina alla sala scommesse
Colpo in un locale di Ponsacco: il commesso minacciato e chiuso in uno stanzino «Dopo mezzora sono uscito e ho dato l’allarme». Rubati i nastri delle telecamere
PONSACCO. Quasi mezzanotte in via Valdera P. a Ponsacco. Simone Ferretti sta cominciando a chiudere i battenti del locale Scommesse Italia. Pulizie, cassa, porte. Il solito rituale. Ma l’altra sera qualcosa cambia. Alza gli occhi e si ritrova davanti un uomo col volto coperto dal cappuccio della felpa. Ha una pistola in mano e parla con accento campano. Lo minaccia e lo costringe a chiudersi in un locale di servizio. Lì dentro, il commesso può solo immaginare cosa stia succedendo. Dopo mezzora, quando è sicuro che non ci sia più nessuno, dà una spallata alla porta, si libera e dà l’allarme. Subito dopo scopre che sette slot machine sono state svuotate e che non ci sono più nemmeno i nastri della videosorveglianza installata nel locale.
Questo il racconto fornito da Ferretti su cui indagano i carabinieri, chiamati per l’ennesima rapina in Valdera ai danni di un’attività commerciale. Quella ai danni della sala scommesse è la prima da quanto, poco più di un anno fa, ha aperto nella strada che collega Pontedera a Ponsacco. Una via piena di fondi sfitti che, quando fa buio, è solo una lingua d’asfalto dove transitano auto.
Difficile vedere persone a piedi passeggiare tranquillamente. Facile, quindi, comprendere che il colpo sia stato relativamente semplice. E, comunque, veloce come spiegato dai militari dell’Arma. Un paio di minuti al massimo per i due rapinatori che hanno agito abbastanza sul sicuro, scegliendo un momento in cui il locale era praticamente vuoto.
Solo Simone Ferretti che racconta quei momenti. «Non ho opposto resistenza – dice – e ho eseguito gli ordini sotto la minaccia della pistola. Quando mi sono ritrovato dentro la stanza di servizio ho perso la cognizione del tempo. Non avevo né telefono cellulare, né un orologio con cui capire quanto fosse passato. Ma non mi volevo ritrovare di nuovo davanti a loro. Quando ho sentito silenzio assoluto, ho dato una spallata alla porta e sono riuscito ad aprire. A quel punto ho dato l’allarme».
In base al racconto dei carabinieri, le persone che hanno messo a segno il colpo erano due. Il primo, quello armato, ha sgombrato il campo al complice che ha aperto le cassette delle sette slot machine arraffando le monete. «Non so dire quanti soldi fossero, perché i dispositivi devono essere consegnati alla società proprietaria che effettua i conteggi in base alle giocate registrate», afferma il dipendente della sala scommesse. Alle forze dell’ordine, Ferretti ha detto anche che è stato rubato l’incasso, ma che non sa dire quanto denaro ci fosse nel registratore di cassa.
Elementi che aiutano poco gli uomini del comando di Pontedera che indagano su un episodio che, al momento, si basa su pochi elementi se non i dettagli raccontati dall’unico testimone, Simone Ferretti. È probabile che le ricerche siano cominciate dalla visione delle telecamere pubbliche e dei privati nella zona di via Valdera P dov’è avvenuta la rapina. L’obiettivo di questa procedura è di cercare eventuali auto o persone transitate vicino alla sala scommesse nell’orario in cui si presuppone sia avvenuto il colpo. (a.q.)
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