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Minacciata candidata di +Europa al Senato

Minacciata candidata di +Europa al Senato

Cristina Bibolotti denuncia di aver ricevuto messaggi intimidatori per non attaccare più la sindaca

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CASCINA. S’infiamma il clima della campagna elettorale a Cascina. La candidata per +Europa, Cristina Bibolotti, ha denunciato ai carabinieri di Navacchio un episodio che avrebbe subito ieri notte. Un’intimidazione via messaggio telefonico a non attaccare più la sindaca leghista, Susanna Ceccardi e la sua giunta. Di più non è dato sapere, perché che sarebbero stati ricevuti dall’avvocato cascinese è in corso un’indagine dei militari dell’Arma.

Il numero con cui sono stati inviati, secondo quanto spiegato, sarebbe stato ben visibile sul telefono di quella che su Facebook è diventata un’avversaria politica della sindaca di Cascina con numerosi post e polemiche sollevate sulla gestione del secondo Comune più grande della provincia di Pisa. Da qui la sensazione che, se ci saranno i giusti riscontri, si potrebbe arrivare presto a una soluzione del caso, con l’individuazione dell’autore dei messaggi intimidatori.

In base alla ricostruzione fornita dall’entourage di Bibolotti, il primo contatto tra la candidata per la lista creata da Emma Bonino, sarebbe avvenuto alle tre e trenta di ieri con una telefonata senza risposta, dato che il telefono era in modalità silenziosa. Al mattino, però, quella che è stata raccontata come una brutta sorpresa. Sul cellulare privato dell’avvocato erano presenti due messaggi provenienti da un numero non conosciuto dalla destinataria, ma comunque visibile. «Il contenuto, al vaglio dei carabinieri – si legge in un comunicato – riporta intimidazioni e minacce finalizzate a scoraggiare l’avvocato nel proseguire i suoi impegni politici. Il testo intenderebbe proteggere l’amministrazione leghista cascinese».

«Il clima pesante che qualcuno sta cercando di instaurare non mi fermerà – spiega Cristina Bibolotti – ma non è nemmeno accettabile, non solo a causa del mio impegno politico, ma anche del mio stato di gravidanza. Cascina è molto meglio di questo».

L’avvocato era già stata al centro di un caso, finito sui giornali, di cui si era occupato anche l’Associazione italiana giovani avvocati (Aiga) con un comunicato: ««Il 10 gennaio scorso, dinanzi al Tribunale penale di Livorno, un'avvocata in stato di gravidanza considerata a rischio aborto già dal terzo mese, avrebbe dovuto partecipare a un'udienza davanti la Corte in composizione collegiale ma l'istanza presentata dalla legale al collegio è stata respinta dal Tribunale, ritenuta inammissibile poiché sarebbe stato indicato solo genericamente il rischio corso e le precauzioni da prendere per non mettere a rischio la salute dell'avvocato e quella del feto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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