Il dolore
I fontanelli al Comune dopo problemi di gestione
La consigliera Giobbi attacca l’amministrazione per la scelta di aver affidato in passato il servizio a una cooperativa. Il sindaco replica: «Fu una scelta etica»
VICOPISANO. Il Comune di Vicopisano ha acquisito i due fontanelli dell’acqua pubblica di San Giovanni alla Vena e Uliveto Terme finora gestiti dalla cooperativa Il Melograno. In una prima fase le due strutture saranno affidate direttamente a qualche azienda o professionista con esperienza nel settore. Poi il nuovo gestore sarà scelto con una gara d’appalto.
Le difficoltà per chi utilizza i fontanelli non sono passate inosservate alla consigliera comunale della Lega, Marrica Giobbi, che con una lettera aperta attacca le scelte fatte dall’amministrazione di centrosinistra. «I fontanelli – scrive Giobbi – devono essere gratuiti». La consigliera leghista chiede che anche San Giovanni alla Vena e Uliveto abbiano lo stesso servizio garantito da Acque Spa nel capoluogo, dove il fontanello situato al termine di via Lante fornisce gratuitamente acqua purificata.
Oltre al giudizio negativo sulla scelta del Comune di affidare il servizio a una cooperativa, la consigliera di minoranza racconta anche dei continui problemi patiti a Uliveto Terme. «Al fontanello di Uliveto – spiega – si formano file estenuanti». In più «non abbiamo mai avuto il piacere di vedere affisse analisi batteriologiche dell’acqua, eppure, per convenzione, le avrebbero dovute fare a spese loro».
Adesso – conclude Giobbi – «l’unica scelta sensata è quella di attribuire la gestione ad Acque Spa e di rendere i fontanelli gratuiti per i cittadini, come avviene prevalentemente nei comuni limitrofi».
«Sappiamo bene come muoverci – risponde il sindaco di Vicopisano, Juri Taglioli – e da tempo abbiamo cercato di affrontare il problema. Nel 2012 ci eravamo rivolti alla cooperativa Il Melograno come Buti e Bientina».
La cooperativa, impegnata nell’inserimento nel mondo del lavoro di alcune categorie protette, rappresentava bene anche lo spirito dell’iniziativa.
«Quella dei fontanelli – continua Taglioli – è stata una scelta etica. Ora, invece di versare alla cooperativa i 4mila euro annui come da contratto al termine del quale le due strutture sarebbero diventate del Comune, gestiremo direttamente i fontanelli a garanzia di un servizio ottimale e in attesa di trovare un nuovo gestore di qualità».
“Il Tirreno” ha provato anche a contattare la cooperativa Il Melograno, ma non ha ricevuto risposte.
Carlo Palotti
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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