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Pontedera

Ottanta studenti hanno donato il sangue da gennaio

Ottanta studenti hanno donato il sangue da gennaio

PONTEDERA. Il centro trasfusionale continua a ricevere le visite di giovani donatori e donatrici. La campagna di sensibilizzazione, che ha coinvolto diversi istituti del Villaggio scolastico, sta...

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PONTEDERA. Il centro trasfusionale continua a ricevere le visite di giovani donatori e donatrici. La campagna di sensibilizzazione, che ha coinvolto diversi istituti del Villaggio scolastico, sta dando i suoi frutti. «Da inizio anno – racconta il primario, dottor Fabrizio Niglio – sono circa ottanta le studentesse e gli studenti che hanno contribuito alla raccolta». Il flusso di giovanissimi donatori non si è fermato neppure con il freddo. «Nei giorni scorsi abbiamo accolto cinque studentesse – continua – oltre a otto prenotazioni». Un impegno, quello dei ragazzi e delle ragazze delle superiori, che comprenderà anche la pubblicazione di un loro elaborato, scritto o video, dedicato all’importanza della cultura del dono. Cultura che l’ingente partecipazione di giovani testimonia aver messo radici solide.

Boom domenicale. Cruccio del primario, nelle scorse settimane, erano le aperture del centro trasfusionale nella seconda e quarta domenica di ogni mese. Queste avevano, sin qui, fatto registrare uno scarso successo. Così non è stato domenica scorsa. «Grazie alla campagna promossa da Il Tirreno, e al lavoro capillare di Avis e Fratres – spiega Niglio – abbiamo registrato ben 28 donazioni». Un grandissimo risultato, tenute presenti, ancora una volta, le condizioni meteo che, soprattutto nella giornata di domenica, hanno reso difficile raggiungere Pontedera, specialmente da alcune località vicine. Il passaparola, stavolta, sembra aver colto nel segno.

Sangue cercasi. Ma c’è ancora molto da fare. «Rispetto ai primi due mesi dello scorso anno – sottolinea Niglio – abbiamo ancora 62 donazioni di sangue in meno». Non un’emergenza, ma senz’altro un buon motivo per aderire alla campagna. «Una volta superato il periodo influenzale – continua – c’è bisogno di una maggior affluenza, così da poter recuperare il gap». Resta positivo, invece, il trend della plasmaferesi, che segna un più 99 rispetto al 2017.

Tre passi avanti. Proprio la donazione di plasma, al Lotti, ha assunto di recente nuovi connotati. «Grazie a nuovi macchinari e a corsi di aggiornamento di tutto il personale – commenta Niglio – riusciamo oggi a ottenere, con una sola donazione, tre diverse componenti». Nel solito tempo, si può così donare non solo il plasma, ma anche globuli rossi e piastrine. Un gesto senza alcun impegno ulteriore per chi dona, ma con un beneficio triplicato per chi riceve. «Il centro trasfusionale ha fatto un vero e proprio salto di qualità – dice Niglio – garantendo metodiche sempre più aggiornate e alzando l’asticella in modo significativo». Un lavoro d’équipe, che coinvolge globalmente tutti gli addetti ai lavori, compresi i medici. «Proprio nella giornata di ieri – conclude – abbiamo ricevuto il dottor Gafforio con le figlie, Elena e Francesca».

Pietro Mattonai

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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