Il Tirreno

Pontedera

Parcheggio in area agricola, il Comune di Cascina: è abuso edilizio

di Andreas Quirici
L’area sul retro della sede della cooperativa La Rinascita (Foto Franco Silvi)
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L’area sul retro della sede della cooperativa La Rinascita (Foto Franco Silvi)

Contenzioso sulla sede della Rinascita a Latignano che presenta ricorso al Tar. Il proprietario del terreno chiede la sanatoria. Caso nato da esposto dei residenti

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LATIGNANO. Famiglie contro la cooperativa La Rinascita di Latignano che ha sede in via Rotina e che, secondo l’esposto presentato alla Procura della Repubblica di Pisa, con successiva integrazione, ma anche in base all’ordinanza della polizia municipale di Cascina, avrebbe commesso il reato di abuso edilizio. La Rinascita si è opposta presentando un ricorso al Tribunale amministrativo regionale (Tar). E ora si attendono sviluppi di questa vicenda.

La cooperativa di Latignano è un grosso calibro dell’edilizia pisana e annovera, tra i suoi clienti, vari Comuni della provincia ed enti pubblici di primo piano. Come si legge nel suo sito Internet, ha 42 dipendenti, di cui 17 operai metalmeccanici, 6 impiegati e 19 operai edili. Ha tantissimi mezzi pesanti per lavorare in cantieri molto importanti. In provincia La Rinascita ha effettuato lavori, tra gli altri, al porto di Marina di Pisa, alla pista ciclabile di Calambrone, a Ospedaletto, in piazza Garibaldi e in corso Italia a Pisa e nel comune di Montopoli.

Tante opere di riqualificazione per una cooperativa che ha sede a Latignano dai primi anni Ottanta. Prima che s’insediassero le abitazioni nelle immediate vicinanze. Il problema che sollevano i cittadini, però, è che quella zona si divide in due tipologie di terreno: a sviluppo residenziale e agricolo. Ma non produttivo. Secondo la mappa urbanistica di Latignano, l’area in cui si trova l’edificio degli uffici occupa parte della zona a sviluppo urbanistico. Il piazzale dove prima erano stati stoccati materiali di risulta dei lavori edili e poi è stato adibito a parcheggio dei mezzi pesanti, invece, è all’interno dell’area agricola.

Nel settembre 2016 gli abitanti della zona hanno fatto un esposto verbale all’allora vice sindaco, Michele Parrini. Nel gennaio 2017 l’esposto è diventato scritto ed è stato inviato a Procura, polizia municipale, Arpat e Asl. Nell’aprile 2017, dopo un sopralluogo della polizia municipale, il Comune ha pubblicato un’ordinanza dirigenziale di «rimessa in ripristino» per parte della sede della Rinascita. Nel documento c’è scritto: «È stato accertato che, su un’area a destinazione agricola posta sul retro della sede, è stato realizzato in assenza di titolo un piazzale di circa cinquemila metri quadrati mediante spianamento di stabilizzato di cava». Segue la descrizione dell’area, compresa la presenza manufatti e di rifiuti e l’ordine per il titolare (Alessandro Ruberti) e il proprietario del terreno (Vittorio Giuliano Del Bianco) di «provvedere entro 90 giorni alla rimozione delle opere contestate». E, in caso di mancato rispetto dell’ordinanza, sarà attivato l’iter che prevede il passaggio gratuito dell’area al patrimonio del Comune.

A maggio, poi, la polizia municipale ha segnalato Ruberti alla Procura della Repubblica per violazioni urbanistico edilizie. Tra giugno e luglio sono stati effettuati lavori di pulizia e di rimozione delle baracche e dei container presenti al momento del sopralluogo. Del Bianco ha presentato al Comune l’attestazione di conformità in sanatoria, mentre La Rinascita (e il proprietario del terreno) ha fatto ricorso al Tar contro l’ordinanza rispetto al ripristino del piazzale a terreno agricolo. Ma a settembre la polizia municipale è tornata per controllare se l’ordinanza fosse stata rispettata. Il verbale parla di parziale inadempimento. «Il piazzale è ancora lì – dicono i residenti – ed è usato come parcheggio per i mezzi pesanti a ridosso delle nostre case». La coop, interpellata sul caso dell’abuso edilizio, ha risposto di aver rispettato l’ordinanza.

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