Sicurezza
Ostaggi di ladri e balordi i negozi e i bar in via Roma
C’è chi ha subìto più furti in poche settimane, l’ultimo vandalismo l’altra notte I commercianti chiedono più controlli e interventi per fermare il degrado
PONTEDERA . Chiedono maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine, parlano di una zona investita dal degrado, si dicono stanchi e rassegnati. Convinti che le cose non cambieranno. Sicuri di dover modificare le loro abitudini e i loro modi di fare per evitare di finire preda di ladri e balordi. Qualcuno sulla porta d’ingresso porta ancora i segni dell’ultimo furto, altri dicono di vivere nella paura, soprattutto quando il sole lascia spazio all’oscurità e vicino alla loro attività e sui marciapiedi cominciano a passeggiare persone poco raccomandabili. Sono i commercianti di Via Roma. Una delle arterie più lunghe, ricche di storia e trafficate della città.
Una lingua d’asfalto che, nel tempo, ha visto la nascita di marchi storici del commercio pontederese. Che oggi, però, rischia di perdere la sua identità. Da culla della vita quotidiana a teatro di episodi criminali e vandalismi. Nella notte tra lunedì e ieri c’è chi ha pensato bene di riempire di colla le serrature delle saracinesche della Caffetteria Roma, di fronte all’ospedale. Un danno gratuito. Uno spregio senza motivo.
«Non riesco a spiegarmi il perché di questa cattiveria», dice la titolare del locale, Linda Betti. Il gesto vigliacco e stupido di qualche balordo è costato alla donna diverse centinaia di euro: 250 per la sostituzione delle serrature, più tre ore di lavoro nel momento delle colazioni.
«Sono riuscita ad aprire soltanto alle 9, 30, quando molta della mole di lavoro mattutina era già svanita. Non siamo una città sicura, in via Roma chiunque ha avuto a che fare con furti o cose del genere. Servono più controlli e più forze dell’ordine». A pochi metri dalla Caffetteria Roma c’è Sì Caffè. Qui, nell’ottobre del 2016, un uomo con passamontagna, all’alba, poco dopo l’apertura del locale, entrò e puntò un coltello alla gola alla proprietaria, Ilenia Meucci: «Dammi tutti soldi o ti ammazzo», le disse, prima di svuotare la borsa a una delle clienti presenti e sparire con il magro bottino di 100 euro. «Ci siamo stancati. Basta. Non vogliamo furti, non vogliamo avere paura, non vogliamo problemi. Siamo gente onesta, lavoriamo per vivere – dice proprio Ilenia Meucci – non si può passare la giornata in un clima di guerriglia».
Clima teso e cartoline eloquenti. Come le crepe che squarciano il vetro all’ingresso del bar Arthemisia. «Abbiamo aperto da soli tre mesi e i ladri sono già venuti due volte, danneggiando anche il vetro all’entrata. Ultimamente le cose vanno un po’meglio – racconta da dietro il bancone Barbara Novelli – anche se resta una situazione molto delicata».
Ma la paura di venire derubati non è l’unica macchia che mina il fascino storico di via Roma. C’è una questione di pulizia, di manutenzione, di cura degli spazi pubblici. «In tutta la via c’è solo un cestino pubblico. Ho chiesto più volte al Comune di installarne di nuovi, mi è stato riposto che verrà fatto soltanto se ne avanzeranno alcuni. Ma dove siamo? Io spazzo da sola il marciapiede di fronte alla mia attività, perché la pulizia della strada viene effettuata male».
È un fiume in piena Antonella Biondo, titolare del negozio di articoli sanitari accanto alla farmacia comunale: «Anche da noi rubano, lo fanno ogni giorno. Io sono qui da più di 30 anni e negli ultimi tempi è davvero un dramma. Ci portano via le carrozzine mentre stiamo servendo i clienti. In negozio rimaniamo sempre in tre, anche se non è necessario. Quando chiudiamo con mio marito, accompagniamo le dipendenti alle loro auto e poi andiamo a casa. Poche sere fa mi sono dovuta chiudere dentro e chiamare mio marito, c’erano strane persone fuori dal negozio».
Poi l’appello: «Qualcuno ci aiuti a lavorare in condizioni dignitose, dal decoro urbano ai controlli. Non mi sento tutelata – conclude Biondo – Non mi sento aiutata e non mi sento messa nelle condizioni di svolgere bene il mio lavoro».
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