La manifestazione
Il legale diventa traduttore per l’imputato
PISA. L’imputato non parla italiano e non c’è tempo per trovare subito un interprete. Nessun problema. Tra gli avvocati in attesa della propria udienza si fa avanti un legale che conosce l’unica...
PISA. L’imputato non parla italiano e non c’è tempo per trovare subito un interprete. Nessun problema. Tra gli avvocati in attesa della propria udienza si fa avanti un legale che conosce l’unica lingua parlata da chi attende il giudizio, il francese.
E così, giusto il tempo di far celebrare il processo, l’avvocato Marco Meoli si toglie la toga e indossa la veste di traduttore per un imputato della Costa D’Avorio, domiciliato a Pontedera, arrestato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Aveva un obbligo di dimora a Pontedera, ma lo aveva violato venendo a spacciare a Pisa. Lo avevano fermato e lui si era scagliato contro i carabinieri. Non solo. In carcere si era esibito in altre performance al punto da subire un trattamento sanitario obbligatorio. Ieri l’udienza davanti al giudice Anna Fabbricatore e al pm onorario Massimiliano Costabile. L’ivoriano, assistito dall’avvocato Luisa Rita Sacheli, è rimasto muto. Lo psichiatra dell’Asl Maurizio Pieri ha confermato l’incapacità di intendere e volere del giovane. E il pm ha chiesto e ottenuto per lui un anno di libertà vigilata con obbligo di sottoporsi a un ciclo di cure. Dibattimento e sentenza tradotti in diretta dall’avvocato-interprete Meoli.(p.b.)
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