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Pontedera

LA DENUNCIA nel quartiere della stazione 

«Toglietemi i cassonetti da sotto casa»

«Toglietemi i cassonetti da sotto casa»

PONTEDERA. «Si fermano con l’auto a qualsiasi ora. Sento prima lo sportello che si apre, poi il rumore del sacco a terra. E qualcuno viene tranquillamente anche a piedi. Non ne possiamo più»....

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PONTEDERA. «Si fermano con l’auto a qualsiasi ora. Sento prima lo sportello che si apre, poi il rumore del sacco a terra. E qualcuno viene tranquillamente anche a piedi. Non ne possiamo più». Qualcuno addirittura ne approfitta per fare i propri bisogni nascosto tra i cassonetti».

E poi c’è la recinzione pericolante, che alla prima folata di vento finisce in mezzo alla strada rischiando di prendere in pieno passanti e vetture posteggiate. Gabriello Castellacci da alcune settimane si è affidato a un legale per denunciare una situazione di degrado che da mesi va avanti sotto la finestra di casa sua, in via Sacco e Vanzetti, quartiere stazione. La vicenda è un intreccio di maleducazione e burocrazia. Per comprendere l’esasperazione di Castellacci, però, occorre fare un passo indietro. Nell’ottobre scorso il Comune di Pontedera ha ampliato il metodo di raccolta dei rifiuti porta a porta anche al quartiere della stazione, dove fino a quel momento era in vigore Igenio, altro sistema di conferimento dei rifiuti.

Geofor, l’azienda che gestisce il servizio, e il Comune hanno individuato alcune zone, nelle vicinanze dei grandi palazzi della zona dello scalo ferroviario, per posizionare i recipienti da far utilizzare ai cittadini per gettare l’immondizia differenziata, ritirata in un secondo momento dal personale Geofor. In via Sacco e Vanzetti l’area è stata individuata in uno spiazzo, in precedenza utilizzato come parcheggio, tanto che si vedono ancora le strisce bianche. «Inizialmente sembrava una soluzione temporanea, tanto che anche il Comune mi aveva rassicurato con una lettera – racconta Castellacci – spiegandomi che entro la fine di ottobre tutti i recipienti sarebbero stati messi nel grande parcheggio dismesso in via Brigate Partigiane. Sono passati quattro mesi, ma ho ancora i cassonetti sotto la finestra». E la rete metallica utilizzata per delimitare il perimetro dedicato ai contenitori per la raccolta è pericolante. «Gli sbandati si nascondono tra i cassonetti per fare i loro comodi, la rete rischia di creare danni a e persone. Questa situazione – conclude Castellacci – deve essere risolta in fretta». (t. s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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