Il Tirreno

Pontedera

la vertenza

Tmm, vertice tra Rossi e il presidente Colaninno

Tommaso Silvi
L'onorevole Speranza (al centro) al presidio degli operai della Tmm
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L'onorevole Speranza (al centro) al presidio degli operai della Tmm

Pontedera: l’incontro annunciato dall’onorevole Speranza durante la visita al presidio. I sindacati chiedono il reinserimento di 46 persone nel mondo del lavoro

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PONTEDERA. Qualcosa si muove per i lavoratori della Tmm. La prima settimana di marzo potrebbe rivelarsi decisiva per gli uomini e le donne che nell’agosto scorso si sono ritrovati improvvisamente senza lavoro, a causa della chiusura dello stabilimento dell’indotto Piaggio in viale Africa.

Il 5 marzo è in programma un incontro tra il governatore della Toscana Enrico Rossi e il presidente Piaggio, Roberto Colaninno. Lo ha annunciato agli operai, ancora in presidio di fronte ai cancelli della fabbrica, per una protesta che ormai va avanti da sei mesi, Roberto Speranza, candidato di Liberi e Uguali, ex capogruppo Pd alla Camera.

«Ho parlato con Rossi, mi ha riferito il contenuto della sua lettera a Colaninno – ha spiegato Speranza ieri a Pontedera insieme a Paolo Fontanelli, anche lui candidato di LeU – e mi ha detto che lo incontrerà non appena tornerà dagli Stati Uniti, con ogni probabilità il 5 marzo».

La lettera a cui fa riferimento Speranza è quella che il presidente della Regione ha inviato nei giorni scorsi all’indirizzo di Colaninno, in cui viene richiesto «uno sforzo di responsabilità sociale» per favorire «il reimpiego di parte degli addetti». Gli operai da reinserire nel settore produttivo, infatti, sono attualmente 46, dato che in molti si sono defilati dalla protesta. Un numero di persone non elevato, che i vertici delle sigle sindacali vogliono far riassorbire totalmente da Piaggio. Per questo è in programma un incontro il 7 marzo prossimo proprio con il numero uno della Piaggio.

La visita di Speranza al presidio Tmm, il 25 febbraio, è stata l’ennesima occasione, da parte degli operai, per raccontare la situazione di disagio che stanno vivendo da mesi. Sotto il gazebo allestito di fronte a quello che un tempo era uno stabilimento capace di dare lavoro a decine e decine di operai, i lavoratori hanno espresso le loro preoccupazioni e hanno raccontato le loro difficoltà quotidiane.

Bollette e affitti da pagare, figli, cibo, vestiti. Spese di base, che per molti sono diventate un incubo. Ci sono addirittura alcune coppie che sono rimaste senza occupazione.

Rossi, nella lettera a Colaninno, dice anche che chi è destinatario di contributi pubblici non può limitarsi a capitalizzare le collaborazioni che gli vengono offerte, «ma deve essere chiamato a concorrere a un quadro di stabilità dell’indotto».

Intanto, di fronte alla Tmm, si incrociano le dita. Sperando in una svolta, aspettando una risposta da parte di chi può fare qualcosa per riportare alla normalità la vita di numerose famiglie della Valdera, e non solo.
«Non ci importa la dinamica o la persona che lo farà – dicono gli operai, che hanno ribadito il concetto a Speranza – quello che per noi è fondamentale è ricominciare a lavorare».
 

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