Il dolore
Interporto: Kimolos srl punta sul rilancio dell’area
San Miniato: la società che ha acquistato capannoni e altre strutture per 14 milioni di euro ha deciso di scommettere sull’originaria vocazione logistica della zona
SAN MINIATO. Filtrano i primi dettagli sull’operazione che da alcuni mesi ha portato nuovi proprietari fra le strutture dell’interporto di San Donato. Operazione che porta il nome della Kimolos, società a responsabilità limitata con sede a Sesto Fiorentino, specializzata nella compravendita, nell’affitto, nel recupero e nella demolizione di immobili.
Una società riconducibile ad alcuni imprenditori, originari della cittadina alle porte del capoluogo toscano, che hanno deciso di scommettere sulla vocazione logistica dell’area, attraverso un progetto che nasce da lontano ma che è saltato allo scoperto solo nell’ultima asta della scorsa estate. In quell’occasione, infatti, Kimolos Srl aveva ottenuto l’aggiudicazione provvisoria per l’acquisto dell’intero pacchetto della “Santa Croce 2010”, la società in fallimento a cui facevano capo gran parte delle strutture dell’interporto, compreso il mai realizzato albergo all’uscita della FiPiLi e il mega capannone lungo la ferrovia (quello reso celebre, per intendersi, dal rave party di un anno fa). A novembre, poi, l’acquisto era divenuto effettivo con il versamento della quota fissata: 14 milioni in tutto, a cui occorre aggiungere l’Iva e le spese d’istruttoria per un totale di circa 18 milioni. Il tutto con l’obiettivo di recuperare o completare le strutture dell’interporto, conferendo all’area quell’appetibilità che fino ad oggi non ha mai avuto, per poi procedere alla messa in locazione o alla vendita delle singole strutture.
Una sfida importante, con un investimento fuori dal comune: evidentemente i nuovi proprietari hanno già ben chiaro quello che sarà il futuro dell’interporto, potendo contare sul probabile accordo con altri soggetti privati per il futuro utilizzo dei volumi. Un utilizzo che comunque sarà esclusivamente logistico, come dimostra la mancanza di richieste di cambio di destinazione d’uso negli uffici del Comune di San Miniato. L’interporto di San Donato, insomma, dovrà finalmente diventare tale, togliendosi di dosso l’abito sgualcito e trasandato che da sempre accompagna la fama dell’area, andando a completare le strutture mai terminate e trasformando quelle non più appetibili per il mercato di oggi, a cominciare dal famoso “albergo” che accoglie i veicoli in arrivo dalla superstrada e dalla Bretella del Cuoio.
Per il momento non si conoscono ancora tempi e modalità dell’intervento, anche se il sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini, dopo l’incontro con i nuovi proprietari avvenuto a fine 2017, aveva spiegato di confidare di vedere i primi lavori già entro la fine di quest’anno.
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