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Sanità, 40 auto in corteo da Volterra a Firenze contro i tagli - Video

La carovana di auto anti tagli della sanità all'arrivo a Firenze
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La carovana di auto anti tagli della sanità all'arrivo a Firenze

Il sindaco di Volterra Marco Buselli all’iniziativa di Sos Volterra: "No alla Balduzzi, valorizzare gli ospedali del territorio"

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VOLTERRA. Quaranta auto da Volterra a Firenze a 30 chilometri orari per dire basta tagli alla sanità. E' ben riuscita l'iniziativa di Sos Volterra a cui ha partecipato il sindaco della città etrusca Marco Buselli in difesa degli ospedali medi e piccoli della regione, per garantire un'assistenza sanitaria capillare nel territorio. Il corteo di auto è partito alle 14 di sabato 24 febbraio dal piazzale di Docciola  a Volterra e ha raggiunto Firenze alle 17 circa, creando dei rallentamenti al traffico sulla Fi-Pi-Li e all'ingresso nel capoluogo fino al piazzale Michelangelo. Gente è arrivata anche dal Casentino. La carovana ha percorso le strade interne fino a  Colle Valdelsa e poi sulla superstrada fino al centro città passando da Certosa.  "Volterra ha centrato l'obiettivo - dice il sindaco Buselli - abbiamo chiesto alla politica, di qualunque parte sia, di esprimersi in relazione alla legge Balduzzi: in questa campagna elettorale si parla di tutto tranne che di sanità. Vogliamo garanzie sulla salute dei cittadini, stiamo parlando di una cosa che riguarda la vita quotidiana di tutti noi".

«In questa campagna elettorale – dicono dal comitato – la sanità è la grande assente dal dibattito fra i contendenti. Il nostro ospedale volterrano, già soggetto a tagli e depotenziamento in un territorio vasto e disagiato, di oltre 200 kmq, sarà nuovamente vittima grazie alla legge Balduzzi che prevede un ospedale ogni 80.000 abitanti. La marcia vuole sensibilizzare tutti coloro, di qualsiasi schieramento siano a prendere in considerazione l'abolizione di questa legge». Un problema che coinvolge numerose strutture della regione. Gli ulteriori rischi paventati da Sos Volterra sono legati alla concezione numerica della sanità introdotta dalla Balduzzi. La legge infatti, sulla base del numero di abitanti, crea una divisione netta tra centri grandi e centri minori: sotto gli 80mila abitanti secondo la legge dovrebbe restare solo il pronto soccorso e poco più. Invece il vecchio Dpr sulla sanità prevede che accanto al pronto soccorso ci siano almeno medicina, chirurgia e ortoperdia. A giugno 2017 il sindaco Buselli proprio per questo era salito sulla Torre di palazzo dei Priori due giorni e due notti, per protesta contro i tagli.

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All'iniziativa ha preso parte anche il Movimento 5 Stelle. «Aderiamo all’iniziativa #iononsonounnumero promossa dal sindaco di Volterra. Il Movimento 5 Stelle ha da sempre indicato nel decreto Balduzzi un testo da riscrivere in modo consistente tramite percorsi partecipati con società scientifiche, categorie e cittadini sulla definizione degli standard sanitari, arrivando ad esempio anche alla definizione cogente delle aree disagiate, la cui assenza genera proprio quanto lamentato da cittadini e amministrazione di Volterra come di altre zone toscane quali Isola d’Elba, la montagna pistoiese, la Lunigiana e l’Amiata». Lo dice Andrea Quartini, consigliere regionale M5S, a proposito della marcia a 30km/h da Volterra a Firenze per difendere la sanità dai tagli, prevista con partenza oggi alle 14 da Piazzale di Docciola a Volterra. La marcia è stata promossa dall’associazione Sos Volterra.

«Dobbiamo passare dalla sanità dei tagli, 45 milioni sul solo personale nella nostra regione, alla sanità dell’orgoglio per i quarant’anni di quella legge di riforma del servizio sanitario nazionale, la n.833 del 1978, che il mondo intero ci invidia e dobbiamo solo attuare al meglio - sottolinea Quartini - Ricordo che quella legge superò i modelli mutualistici dei sistemi privati e dimostrò nero su bianco quanto ancora oggi è evidenza scientifica: il servizio sanitario pubblico è il modello più sostenibile per i cittadini sotto tutti i punti di vista, incluso quello economico. Noi lo sappiamo mentre altri lo hanno dimenticato».

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