Il Tirreno

Pontedera

«Il nuovo Mannucci? Idea molto intrigante»

di Tommaso Silvi
«Il nuovo Mannucci? Idea molto intrigante»

Parla Marco Braccianti, imprenditore interessato al restyling dello stadio  «Operazione da 4-6 milioni di euro, a breve darò una risposta alla dirigenza»

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PONTEDERA. «L’area dello stadio è in via di sviluppo, e quindi è particolarmente interessante dal punto di vista imprenditoriale. Ci sono le scuole superiori, le fermate dell’autobus e il multisala Cineplex. C’è molta vita, e arricchirla di un piccolo centro commerciale è una buonissima idea». Marco Braccianti alza il sipario sulla trattativa che sta portando avanti con i vertici dell’Us Città di Pontedera. Sotto la lente d’ingrandimento c’è il restyling dello stadio Ettore Mannucci. Un investimento multimilionario, che l’imprenditore di Vicopisano, a capo di Braccianti Edilizia, azienda specializzata in grandi opere residenziali e commerciali, sta seriamente valutando.

Braccianti, come si è avvicinato al progetto del nuovo stadio?

«Sono stato contattato dalla società del Pontedera e ci siamo trovati per una chiacchierata qualche settimana fa. Per il momento, più che di interesse, mi sembra giusto parlare di fase di valutazione. Sto cercando di capire se ci sono i presupposti per cominciare questo tipo di percorso».

Quali sono le sue prime impressioni sull’operazione?

«Credo che sia un’intuizione stuzzicante. Stiamo parlando di una parte della città, quella in cui sorge il Mannucci, che sta dando ottimi segnali di ampliamento urbano e non solo. In questo contesto, un piccolo centro commerciale potrebbe giocare un ruolo da protagonista».

Nell’eventualità che decidesse di sposare il progetto, finanzierebbe lei l’opera o si avverrebbe di alcuni partner commerciali?

«Questo è un aspetto che fa parte delle valutazioni che sto facendo. Potrei mettermi alla ricerca di finanziatori, ma potrei anche decidere di procedere in proprio. Allo studio c’è la costruzione del nuovo stadio, ma anche e soprattutto la copertura finanziaria dell’opera».

L’intenzione è quella che conosciamo tutti? Ovvero la realizzazione di una serie di attività al di sotto della tribuna coperta?

«Sostanzialmente sì, l’idea, per il momento, è quella di ammodernare lo stadio e dotarlo di una serie di negozi al suo interno».

Qualora fosse lei a dare vita al nuovo Mannucci, la sua partnership si fermerebbe alla costruzione del centro commerciale?

«È presto per dirlo. Diciamo, però, che potrebbe nascere un interesse anche nei confronti della società. Non sono un grande tifoso di calcio, ma sebbene in passato abbia dato una mano al Pisa, preferisco il Pontedera. Se devo alimentare la passione di una tifoseria, scelgo quella granata».

A quanto ammonterebbe il costo dell’intervento?

«Credo che le cifre siano quelle che sono state scritte nelle ultime settimane, anche se a mio avviso c’è una leggera sottostima. Diciamo che la spesa si aggirerebbe sui 4-6 milioni di euro».

E lo stadio resterebbe disponibile per le partite del Pontedera anche durante i lavori?

«Il progetto non prevede in alcun modo la dismissione dello stadio, questo posso dirlo con certezza».

Quando si incontrerà di nuovo con dirigenti del Pontedera ed esponenti dell’amministrazione comunale? Vi siete dati una scadenza precisa?

«Mi sono preso un po’ di tempo per studiare l’operazione, fra pochi giorni ci metteremo di nuovo al tavolo e darò la mia risposta. Per il momento preferisco non sbilanciarmi, anche se, lo ripeto, l’idea del centro commerciale allo stadio è molto intrigante».

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