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Pontedera

Rugbisti liberano l’ambulanza dal fango, l'autista: "Un gesto che riempie il cuore" - Video

Andreas Quirici
I rugbisti spingono l’ambulanza al campo Bellaria di Pontedera
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I rugbisti spingono l’ambulanza al campo Bellaria di Pontedera

Una storia che racchiude il senso del rugby. In campo sono botte e grande agonismo. Ma al fischio finale si va tutti a mangiare e bere insieme

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PONTEDERA. Una storia che racchiude il senso del rugby. In campo sono botte e grande agonismo. Ma al fischio finale si va tutti a mangiare e bere insieme. È il terzo tempo, diventato ormai famoso per le celebrazioni del massimo livello di fair play. Ma quello vissuto dalle squadre del Pontedera Bellaria e dei Poeti del Golfo di La Spezia è andato oltre, se possibile, va oltre. Con l’ambulanza arrivata al campo sportivo per soccorrere un giocatore di casa infortunatosi alla caviglia e in panne nel fango, i giocatori delle due squadre si sono uniti in un solo pacchetto di mischia e hanno spinto il mezzo del 118 sulla strada, consendogli di raggiungere l’ospedale.

Un gesto ricompensato dal clamore mediatico, visto che il video della mischia ha fatto il giro del web, ma anche con birre offerte dall’autista dell’ambulanza che se l’era davvero vista brutta. «Avevo già chiamato la centrale del 118 spiegando la situazione e chiedendo di mandarne una in sostituzione se entro cinque minuti non fossimo riusciti a liberarci», racconta Marco Busdraghi, 29 anni di Ponsacco, autista dell’ambulanza della Pubblica assistenza intervenuta per soccorrere il capitano dei pontederesi, Alessandro Guerra al quale è stata diagnosticata la rottura di un legamento del malleolo.

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Sudore freddo sulla fronte, le mani sudate strette al volante, mentre col trattore cercavano di tirare fuori l’ambulanza dal pantano in cui era finita . Poi il fischio finale e l’arrivo a corsa dei rugbisti sporchi di fango. «Vederli arrivare tutti insieme e unirsi per aiutarci mi ha toccato il cuore – aggiunge Busdraghi che ha scritto anche un messaggio davvero commosso sulla pagina Facebook di quelli della Bellaria – Per lavoro ho a che fare con tante situazioni brutte. Lavorare in un’associazione di volontariato come la Pubblica assistenza ti mette davanti i drammi della vita. Ma aver assistito in prima persona a una scena come quella al campo sportivo di Pontedera mi ha fatto pensare che, in fondo, il mondo non è poi così malaccio come a volte siamo portati a credere».

Parole sincere davanti a un gesto speciale. Che è stato ricompensato con bottiglioni di birre, dopo aver portato a termine l’intervento di soccorso. «Siamo tornati al centro sportivo – sottolinea ancora l’autista dell’ambulanza – e abbiamo offerto da bere, sapendo che nel rugby esiste il terzo tempo in cui tutti si ritrovano per fraternizzare al termine della partita».

«Ciò che distingue il rugby da qualsiasi altro sport – dice Andrea Martignetti, responsabile del settore rugby alla Bellaria Capuccini – è l’esaltazione del gioco di squadra: il sostegno reciproco tra i giocatori e la coesione in campo tra compagni sono indispensabili per la vittoria. Nessuno, da solo, può risolvere le partite». Mai definizione fu più azzeccata per descrivere il mondo della palla ovale. Ma soprattutto quel pacchetto di mischia congiunta che ha saputo toccare il cuore non solo all’autista dell’ambulanza ma anche a chi, dal vivo o davanti al monito, ha assistito alla scena.

(ha collaborato Pietro Mattonai)

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