Sicurezza
Industria pisana, segnali di ripresa ma non per tutti
Indagine trimestrale: metalmeccanico e filiera della moda fanno da traino, in crescita l’edilizia. Trasporti in difficoltà
PONTEDERA. Qualche buon segno più, ma non per tutti. Bagliori di ripresa comunque, a leggere l’andamento dell’industria provinciale nel quarto trimestre dello scorso anno secondo la consueta indagine dell’Unione Industriale Pisana. I risultati complessivi sono trascinati in basso dal criterio della valutazione media. In negativo infatti i principali indicatori economici quali fatturazione, produzione e ordinativi (-5,8% per il primo e -1,4% il secondo, seguiti dagli ordinativi totali che chiudono il trimestre appena trascorso con un valore di -1,5%) a confronto con il corrispondente trimestre 2016.
Il dato va però riconsiderato disaggregandolo in comparti, sommati per caratteristiche di modalità produttive. Se quindi aggreghiamo il manifatturiero, per la realtà pisana somma dei principali produttori ed esportatori metalmeccanici e filiera della moda (conciari, calzaturieri, tessile), si riscontra per il metalmeccanico un +1,4% nella produzione, +4,4% il fatturato e +2% gli ordinativi. Per il comparto conciario +6,6% la produzione, +4% sia per il fatturato che per gli ordinativi; per il tessile +1,5% la produzione e +4,5% entrambi i valori di fatturato ed ordinativi; per il calzaturiero produzione a +4%, fatturato a +7% ed ordinativi a +4%.
Fa eccezione il settore dei trasporti, particolarmente negativo in generale in quanto confrontato con un 2016 fortemente positivo (produzione -12,6%, fatturato -4,7%, ordinativi -3,7% ed utilizzo impianti al 42%).
I restanti settori, nel dettaglio, mostrano alcune importanti oscillazioni: l’edilizia (+3,4% per produzione, +3,8% il fatturato e +3% gli ordinativi), il terziario avanzato con +1,3% per tutti i principali indicatori economici, il settore farmaceutico con la produzione a +6%, il fatturato a +5,4% e gli ordinativi totali a +2,4%. Segnali disomogenei nei principali indicatori arrivano dal settore della chimica che registra una produzione a -0,6%, il fatturato chiude a +3,9% e gli ordinativi a -1,5%.
I rimanenti settori fanno registrare sia nella produzione che nel fatturato e negli ordinativi una forte diminuzione: è il caso del comparto alimentare, con entrambi i valori di produzione e fatturato che si fermano al -0,6% e la quota ordinativi al -0,5%. Per il settore grafico produzione e fatturato a -8,7% ed ordinativi a -7,5%, il legno e mobili con produzione a -0,8%, fatturato a -6,5% ed ordinativi a -2,7%. E per ultimo il vetro-ceramica con -4,7% la produzione, -2,8% il fatturato e -4,7% gli ordinativi.
L’utilizzo degli impianti dei vari settori continua a subire una diminuzione rispetto al trimestre 2016 arrivando a registrare un’oscillazione del -2,9%. Il dato medio del trimestre 2017 è del 47,7% contro il corrispondente trimestre 2016 a 50,6% dove le migliori performance vengono registrate nei settori quali il chimico (71%), alimentare (70%), calzaturiero (90%) e farmaceutico (70%), vetro-ceramica (81%) e il grafico con il 75%. Il settore metalmeccanico e del legno e mobile supera di poco i 50 punti percentuali. Tutti gli altri settori presentano invece un utilizzo degli impianti al di sotto del 50%.
Per quanto riguarda l’occupazione nel trimestre preso in esame viene registrato un dato in leggera controtendenza (+1,3%). Se si passa dal valore medio a quello disaggregato di comparto, quasi tutti i settori industriali si fermano a quote leggermente positive, ad eccezione del settore alimentare e di quello del legno e mobile che arrivano entrambi a segnare -0,6% ed infine il settore tessile con -1,5%. (f.l.)
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