Sicurezza
Operaio morto nel cantiere navale sei indagati per omicidio colposo
Gli avvisi di garanzia inviati nella prima fase delle indagini in vista dell’autopsia prevista per stamani La Procura nominerà un perito per ricostruire la dinamica della caduta. Prosegue la raccolta fondi
PISA. Ci sono sei indagati per la morte del saldatore di 39 anni deceduto nella notte tra martedì 13 e mercoledì 14 febbraio a causa delle lesioni riportate nella caduta da 14 metri avvenuta nel cantiere navale “Seven Stars”.
Gli indagati. La Procura ha comunicato ai sei, coinvolti a vario titolo nella responsabilità del ponteggio e della sicurezza nel luogo di lavoro, di essere sotto inchiesta con l’accusa di omicidio colposo in concorso per la scomparsa di Alessandro Colombini, di Cascina, molto conosciuto anche in Valdera, sposato e padre di un figlio di 8 anni.
L’autopsia. L’iscrizione è un atto necessario per consentire agli indagati di nominare avvocati o medici legali in tempo utile per partecipare, se lo vorranno, all’autopsia in programma stamani.
Incarico a un consulente. La decisione del sostituto procuratore Miriam Pamela Romano è arrivata dopo aver ricevuto l’informativa degli ispettori Asl della medicina del lavoro. Una ricognizione dettagliata sulle condizioni del ponteggio con le testimonianze dei colleghi della vittima, residente a San Lorenzo a Pagnatico, e di chi era presente al momento dell’infortunio. Ci sono anche le fotografie della porzione dell’impalcatura da cui è caduto Colombini. Per ricostruire la dinamica dell’incidente e mettere ordine nel contesto di un ambiente con responsabilità e mansioni variegate, a breve verrà anche conferito dalla Procura l’incarico a un consulente.
Più aziende nello stesso capannone. Nel capannone lavoravano e lavorano diverse ditte dell’indotto Seven Stars. Colombini era lì per la Mp Metal di Cascina, azienda specializzata in carpenteria e saldatura. Ma sul posto c’erano anche i verniciatori di un’altra azienda. Una coabitazione ordinaria per l’organizzazione del lavoro nel cantiere specializzato nel refitting degli yacht. E proprio attorno a un’imbarcazione di lusso era impegnato Colombini quando è finito di sotto.
Tavola mancata coperta dal telo. Lo scenario su cui lavorano gli inquirenti è che per non imbrattare le tavole del ponteggio nella fase di verniciatura dello yacht siano stati stesi dei teli di nylon. Il saldatore nello spostarsi potrebbe aver messo il piede in un punto in cui non c’era il pannello. Solo che non poteva saperlo perché il vuoto era coperto dal nylon.
Gli aiuti alla famiglia. Colombini lascia una moglie, Donatella Alboretti, disoccupata, e un figlio di 8 anni.
Un’azione spontanea da parte dei tanti amici di Alessandro è stata quella di avviare una raccolta di fondi estesa sul territorio. Sono stati allestiti diversi punti in locali pubblici dove poter lasciare offerte per la famiglia: il Cr Caffè in via traversa di Bellatalla a Ospedaletto (referente Cristiano o Fabiana), l’agenzia Voce Viaggi all’uscita della Fi-Pi-Li di Cascina (referenti Lorenzo o Maurizio), l’azienda agricola De Angeli Luca, nella zona industriale di Navacchio (referente Luca), al negozio I Parrucchieri, in via Tosco Romagnola 771 a San Frediano a Settimo (referente Federico Lucchese) alle Delizie di B&B in via del Borghetto a San Lorenzo a Pagnatico (referente Chiara), al circolo Arci di San Lorenzo a Pagnatico (referenti i baristi).
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
