Gioco
Filomena, l’arte del fischio portata sul palcoscenico
37 anni, di Ponte a Egola trasforma la propria bocca in uno strumento musicale Il 23 febbraio si esibirà per la seconda volta al teatro Era dopo essere stata in tv
PONTE A EGOLA. È una via di mezzo tra il cantante e un suonatore di strumenti a fiato. A tutti gli effetti trasforma la propria bocca in uno strumento musicale in grado di integrarsi alla perfezione con un’intera orchestra.
Sono i fischiatori professionisti e in Italia ce ne sono pochissimi. I migliori si contano sulle dita di una mano e tra loro, lentamente avendo iniziato a dedicarci anima e corpo solo da alcuni anni, c’è anche una mamma di Ponte a Egola. Si chiama Filomena Torelli, ha 37 anni e lavora in un negozio di articoli per la casa a San Miniato Basso. Anche se il fischio è qualcosa che la accompagna da sempre.
«Mio papà ha sempre fischiato e lui è stato il mio primo modello da seguire – racconta Filomena – Quando mi sono resa conto che avevo un modo diverso di fischiare rispetto agli altri, riuscendo anche a riprodurre uno strumento musicale, mi ci sono dedicata perché avevo una grande passione».
Filomena ha iniziato a lavorare sulle varie tecniche di fischio otto anni fa. E da quel giorno, dopo aver inaugurato anche un canale youtube con molte visualizzazioni, ha iniziato a esibirsi in concerto.
«Io sono flautista, ma avevo sempre meno tempo per studiare lo strumento. Lavoro e sono mamma di due figli, ma la passione per la musica non volevo perderla – racconta la fischiatrice di Ponte a Egola – Allora ho iniziato a fischiare: sia con trilli, che è il modo di emettere il suono, sia con lo staccato, che è una tecnica messa in atto quando le note vanno identificate con un colpo di lingua sullo strumento. Anche se la bocca è il mio strumento».
Da un anno a questa parte i video e le melodie fischiate di Filomena hanno iniziato ad attirare l’attenzione.
«Dai video su youtube fatti a casa sono iniziate uscite e concerti – racconta –. Lo scorso dicembre mi sono esibita, affiancata dalla Filarmonica “Volere è potere” di Pontedera al teatro Era. Un pezzo per ottavino e filarmonica, tutto rigorosamente fischiando».
Quattro minuti tutti di un fiato. A gennaio l’esibizione è stata di “appena” 55 secondi, la “Gazza ladra” di Rossini al programma di Rai Uno “I soliti ignoti”. Una vera e propria carriera alternativa che non si ferma certo qui.
«La prossima esibizione ci sarà il 23 febbraio, quando ancora al teatro Era fischierò un pezzo accompagnata dalla pianista Nana Bortsvadze e Davide Altini, sax soprano – conferma Filomena –. Cosa dicono i miei figli della mamma fischiatrice? Daniele e Alessandra, 3 e 6 anni, vedono che ho una passione. E se c’è quella, ogni cosa è possibile, facendolo se possibile in maniera vincente. Loro devono chiedersi in cosa sono bravi, così come ho provato a fare io anche se iniziando alla soglia dei 30 anni».
I progetti di Filomena, però, non si fermano qui. «Sto collaborando a diversi progetti che riguardano la terapia sui bambini disabili – spiega – Sembra, infatti, che il fischio rievochi l’io interiore nei piccoli e, partendo da questo aspetto psicologico, permetta di ottenere risultati importanti. E poi un altro progetto legato a una fattoria didattica al quale mi dedicherò volentieri tra un impegno e l’altro».
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