Il dolore
25 anni, trovata morta dalla mamma
Sara Togoli colta da malore nel letto di casa. Il babbo è vicepreside all’istituto Niccolini, la madre fa la commerciante
VOLTERRA. Si trascinava da alcuni giorni un problema respiratorio. Come fosse una bronchite. L’altra sera, anche per questo motivo, era rimasta a casa. Una domenica sera al calduccio dell’abitazione di famiglia in via Franceschini, in pieno centro storico a Volterra. Chissà che il tepore del focolare domestico fosse riuscito a spazzar via le ombre di un malessere che non lasciava tranquilla la venticinquenne Sara Togoli. Ieri mattina, però, la tragica scoperta: la ragazza è stata trovata senza vita nel letto della sua cameretta dalla mamma. Un colpo al cuore della città, perché la famiglia è molto conosciuta. Il babbo, Alessandro Tegoli, è vicepreside dell’istituto Niccolini ed ex assessore alla cultura del Comune, la mamma, Susanna Manghetti, è un’esperta di stampe artistiche e gestisce una rilegatoria in via Roma. L’altra figlia, Irene, vive a Firenze dove ha trovato lavoro dopo gli studi. Grande il cordoglio tra i volterrani, in attesa di capire meglio le cause del malore che hanno stroncato una giovane vita.
La notizia si è diffusa in pochissimo tempo. L’intervento dell’ambulanza e del personale sanitario inviato dal 118 è delle 9,30 di ieri. La mamma aveva salutato la figlia la sera, prima di vederla sparire in camera sua, e lì è tornata ieri mattina per vedere come stava Sara. Sembrava dormisse tranquilla. E Susanna Manghetti è tornata qualche ora dopo per svegliarla. Ma il corpo della figlia era nella stessa posizione in cui l’aveva lasciata in precedenza. E, a quel punto, è stato tutto tremendamente chiaro.
Il panico iniziale, la telefonata al marito che, nel frattempo, era andato a scuola dove insegna italiano e storia. Lui che ascolta le parole della moglie con lo sguardo perso nel vuoto e poi si precipita a casa col cuore in gola, sperando che quello sia solo un brutto sogno e non l’incubo in cui sta troppo velocemente precipitando.
Abituato a lavorare coi giovani, visto il suo lavoro, ma anche la passione per il teatro che lo porta a realizzare progetti con gli studenti e con i detenuti del carcere di Volterra, oltre a portare avanti una compagnia teatrale chiamata Pic-nic, capisce subito che non c’è speranza. Una verità troppo triste per non farsi spezzare il cuore.
La sua bambina non c’è più e ora dovrà far fronte a tutte le incombenze che queste tragedie comportano. Anche perché la salma di Sara è stata trasportata all’istituto di medicina legale di Pisa, dove verrà sottoposta ad autopsia. I carabinieri seguono la vicenda secondo la prassi prevista in casi del genere.
Ora ci sarà da attendere il responso sulle cause e da organizzare il funerale per dare l’ultimo saluto a una ragazza che se n’è andata davvero troppo presto. Un sorriso che, ormai, non si riaccenderà più e che in tantissimi piangeranno.
Sara era una giovane molto conosciuta a Volterra. Aveva tanti amici e aveva terminato gli studi superiori proprio all’istituto Niccolini. Lo stesso dove insegna il padre e che ieri mattina è stato travolto da un’ondata di dolore e rassegnazione.
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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