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Pontedera

Rapina choc, annullata la condanna a due basisti

Rapina choc, annullata la condanna a due basisti

Sentenza della Cassazione dopo l’assalto a Panorama del 2012 Respinta la stessa richiesta per quello che è ritenuto il capo della banda

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PONTEDERA. Condanna annullate dalla Cassazione per due imputati ritenuti i basisti della rapina al supermercato Panorama conclusa con lo sparo in faccia a un automobilista. Un passante ignaro di trovarsi dietro al furgone dei banditi in fuga e scambiato da uno della gang per un inseguitore che voleva segnalare la posizione della banda alle forze dell’ordine. Per Arturo Storico, 48 anni, piastrellista di Capannoli, e Francesco Di Marco, 64 anni, imbianchino di Ponsacco, ci sarà un nuovo processo d’appello. Il ricorso degli avvocati Massimo Nitto e Alessandro Catarsi per Di Marco e del legale Giovanni Cantelli per Storico è stato accolto per i capi d’imputazione più gravi: il concorso nel tentato omicidio e nella rapina aggravata e la detenzione di armi. In secondo grado i due erano stati condannati a sette anni e quattro mesi.

La Suprema Corte ha, invece, respinto la richiesta di annullamento presentata dai legali di Patrizio Amendola, 54 anni, considerato il capo del gruppo criminale, che in secondo grado aveva ricevuto una pena di 11 anni e 4 mesi e di Antonio D’ambrosio, 54 anni, condannato a 8 anni e 8 mesi. Per entrambi, originari della provincia di Napoli, la pena da venerdì sera è diventata definitiva. Non aveva fatto ricorso in Cassazione l’altro componente la gang in trasferta in Valdera. A Salvatore Lamanna, autore tra l’altro di una lettera di scuse all’automobilista ferito, erano stati inflitti 10 anni.

Nei giorni scorsi l’autore materiale dello sparo, Emanuele Andreozzi, 31 anni, di Caivano (Napoli), è stato condannato dalla Corte d’Appello di Firenze a 15 anni. Ha confessato di essere stato lui a premere il grilletto contro Riccardo Sassi, 55 anni, impiegato di Pontedera, assistito come parte civile nei vari processi dall’avvocato Flavio Costamagna. Sassi venne ferito per caso e senza colpa solo perché Andreozzi, ora reo confesso, in fuga con i complici dopo la rapina al Panorama lo aveva scambiato per un cittadino che voleva seguirli per segnalare i loro spostamenti. Condannato in primo grado a 18 anni, Andreozzi ha ottenuto un piccolo sconto di pena anche grazie a un’ammissione fino a ora sempre negata. Il raid che solo il destino non trasformò in tragedia si consumò la mattina del 18 giugno 2012 prima al Panorama di Pontedera e poi nelle vie di fuga imboccate dalla gang con il bottino di 82mila euro. L’unica “colpa” di Sassi fu quella di trovarsi in scia alla banda in fuga e di essere stato scambiato per un “impiccione” che voleva seguire i rapinatori tenendo un collegamento con carabinieri e polizia. In effetti ci fu un passante, con un’auto nera, che si era messo all’inseguimento dei banditi, ma la centrale operativa della questura a cui aveva telefonato gli vietò di proseguire. La ruota del destino girò davvero storta per l’impiegato pontederese che aveva una macchina simile per modello e colore e che si ritrovò dietro ai fuggitivi. Di qui il fraintendimento concluso con lo sparo di Andreozzi. Un colpo di pistola che per la Cassazione attribuisce anche ad Amendola e D’Ambrosio il reato di tentato omicidio escluso, invece, per Di Marco e Storico. Per i due presunti basisti nuovo processo in Corte d’Appello.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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